ACCELERARE IL METABOLISMO

Vuoi RIACQUISTARE IL TUO BENESSERE PSICO-FISICO?

In questo articolo ti spiegherò come migliorare il tuo stato di benessere contando anche sull’aiuto di strumenti funzionali come l’Active Wearable Technology. Imparerai l’importanza di alcuni piccoli accorgimenti e del lavoro muscolare .

Eccoci qua: si parte!

Quando si parla di metabolismo lento si possono aprire tanti spiragli in tematiche più o meno gravi: adiposità localizzate, cellulite, obesità sino a sfociare in quella che è la sindrome metabolica.

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La riabilitazione per la Terapia dell’Obesità, associata alla sedentarietà, prevede la contemporanea riabilitazione motoria.

Senza un’adeguata attività motoria non è possibile gestire il peso corporeo nel lungo periodo.

Metabolismo e attività fisica: un rapporto complesso

Innanzitutto definiamo cos’è il METABOLISMO. Cercando su Google puoi trovare tante definizioni più o meno chiare; io ho scelto questa:

Metabolismo: Complesso di reazioni biochimiche di sintesi (anabolismo) e di degradazione (catabolismo), che si svolgono in ogni organismo vivente e che ne determinano l’accrescimento, il rinnovamento, il mantenimento.

Come puoi notare, quello del metabolismo è un argomento  articolato e ti invito a leggere questo articolo!

Poi possiamo distinguere il metabolismo basale e il metabolismo totale: il primo riguarda tutto ciò che serve ad un organismo per vivere, senza considerare l’energia impiegata nelle varie attività, che invece ritroviamo nel metabolismo totale.

Se andiamo ad analizzare un corpo quando è a riposo (metabolismo basale), possiamo notare che utilizza per produrre energia i cosiddetti “substrati ossidabili”, come glucosio e glicogeno.

In caso di attività fisica, invece, utilizza i depositi di acidi grassi contenuti nelle cellule adipose, è per questo che lo sforzo favorisce la perdita di tessuto adiposo.

Non solo: chi è sovrappeso o addirittura obeso e non pratica un’attività fisica regolare, va incontro a un calo del metabolismo basale e quindi a una perdita di massa magra, che viene sostituita da massa grassa, peggiorando la situazione.

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L’esercizio fisico, oltre ad incrementare progressivamente il metabolismo a riposo (metabolismo basale), influenza anche la produzione di calore indotta dagli alimenti (metabolismo totale). Questo fenomeno, estremamente interessante sotto il profilo scientifico, è mediato da una serie di segnali ormonali specifici.

In particolare l’attività fisica regolare agisce direttamente sulla corticotropina (CRF), che induce una riduzione delle calorie introdotte e un aumento del consumo di energia che ha un’attività diametralmente opposta.

Con l’esercizio fisico, quindi, si favorisce la sintesi di CRF e si consumano più calorie.

La conferma pratica di queste osservazioni viene dalle Clinical Guidelines on The Identification, Evaluation and Treatment of Overweight and Obesity in Adults dei National Institutes of Health (NIH) di Bethesda, Maryland (USA), che si possono così riassumere:

L’aumento dell’attività fisica, da solo o in associazione a un trattamento dietetico, consente di creare un deficit nel bilancio calorico e quindi di favorire il calo di peso. In particolare, con l’attività fisica si può ottenere un calo del 2-3 per cento del peso e dell’indice di massa corporea; un’attività fisica regolare favorisce la ridistribuzione del grasso corporeo, facilitando la perdita del grasso intraddominale considerato particolarmente a rischio per la salute.

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Non esistono ancora studi che dimostrino che questo effetto sia indipendente dalla perdita di peso; l’attività fisica regolare nelle persone obese e in sovrappeso aumenta le prestazioni cardio-respiratorie indipendentemente dalla perdita di peso, con ripercussioni positive sulla qualità della vita e sull’umore del soggetto; l’attività fisica regolare rappresenta un fattore protettivo per le malattie cardiovascolari e il diabete, sia in termini di mortalità che di morbilità. In particolare, agisce abbassando la pressione arteriosa e i valori dei trigliceridi nel sangue, aumentando il colesterolo HDL e migliorando la tolleranza al glucosio. Tutti questi effetti sono indipendenti dal calo di peso. (tratto da http://www.cardiometabolica.org)

I ricercatori del Brigham and Women’s Hospital di Boston hanno recentemente osservato gli effetti di differenti tipologie di attività fisica sulla salute delle donne americane di età superiore ai 50 anni. Dai risultati è emerso che una passeggiata giornaliera a passo sostenuto per un totale di circa 2 ore e mezzo alla settimana, riduce il rischio di ictus e cardiopatie più della corsa e degli sforzi in palestra.

Attività fisica e Dopamina

L’attività motoria svolta ad intensità moderata consente modificazioni e benefici anche a livello neurologico. In un recente studio (Wang, Volkow et al., 2001 e 2003) è stato evidenziato, attraverso l’utilizzo della PET, che i soggetti obesi presentano una carenza di recettori della dopamina direttamente proporzionale all’indice di massa corporea: maggiore è il BMI, minore è il numero di recettori. Tale neurotrasmettitore, responsabile della sensazione di piacere e di soddisfazione, sembra avere un ruolo nella motivazione al cibo, collegato agli elementi emotivi e di controllo del comportamento alimentare, indipendentemente dalla regolazione del piacere.

La sovralimentazione dunque, potrebbe essere indotta, da un punto di vista fisiologico, anche dalla necessità di stimolare più intensamente tali circuiti del cervello. L’esercizio fisico, come da tempo è noto, è in grado di stimolare i circuiti dopaminergici: anche in tal senso risulta un ottimo “trattamento terapeutico”.

Il giovamento che si può trarre dall’attività motoria, dall’immagine corporea alla percezione di un sé unitario, dal dispendio calorico all’attività dopaminergica, fanno del movimento un elemento preziosissimo e indispensabile in quanto il corpo umano è funzionalmente costruito per muoversi, non per stare fermo.

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Ne consegue che, biologicamente e psicologicamente, una persona che sta bene, che vuole mantenere un buon stato di salute, che vuole gestire correttamente il peso corporeo, che vuole vivere uno stile di vita corretto e perseguire uno stato di benessere psicofisico, deve effettuare quotidianamente la giusta dose di movimento e/o attività fisica.

Attività fisica metabolica

La salute deve coincidere con il buon funzionamento metabolico che è la condizione essenziale per gestire il peso e lo stato di benessere.

Nutrirsi bene e muoversi rappresentano il farmaco di prima scelta che va prescritto e dosato tutte le volte in cui l’obiettivo è il dimagrimento.

L’attività motoria metabolica non è finalizzata soltanto ad aumentare il dispendio energetico e a favorire la perdita di massa grassa, ma anche ad aumentare l’efficienza metabolica andando ad adattare i consumi e a regolare i più fini meccanismi biologici per contrastare le malattie e le disfunzioni.

Un corpo efficiente si sa difendere dagli insulti esterni compresi gli eccessi calorici.

Siamo stati creati per correre e non possiamo fermarci. La sedentarietà fisica diventa mentale e quindi metabolica. Un rallentamento metabolico porta alle disfunzioni che si traducono nelle malattie metaboliche e vascolari che viaggiano di pari passo all’obesità.

I benefici che il paziente ricava da un aumento dell’attività motoria così concepita e dal contrasto della naturale tendenza alla sedentarietà vanno ben oltre il semplice aumento della spesa energetica. Tutta la macchina uomo funzionerà meglio e il livello di benessere andrà aumentando costantemente.

Gli effetti sulla salute sono:

  • miglioramento della funzione cardio-respiratoria;
  • miglioramento del profilo lipidico;
  • riduzione dei valori pressori;
  • aumento della sensibilità insulinica;
  • miglioramento del controllo glicemico;
  • riduzione del rischio di tumore (es. colon e mammella);
  • miglioramento dello stato psicologico (aumento del tono dell’umore, dell’autostima, dell’autoconsiderazione, del benessere psichico, riduzione dello stress e della depressione);
  • protezione/accrescimento della massa magra a svantaggio di quella grassa inibizione dell’appetito (per effetto dopaminergico).

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Programma di riabilitazione metabolica motoria

  • Valutazione funzionale;
  • Valutazione osteoarticolare, respiratoria, cardiocircolatoria;
  • Programma motorio (tapis roulant) con carichi incrementali per un periodo di circa tre mesi con frequenza di 4 sedute settimanali;
  • Verifica obiettivi;
  • Valutazione funzionale finale;
  • BabyWellBh per accelerare il metabolismo.

Leggi anche:

Grazie per la lettura!

Buona navigazione!!!

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