Pubblicato in: Benessere, Considerazioni, My Blog

Come la sabbia tra le mani: la vita che sfugge!

Ciao, questo articolo nasce per farti riflettere!

Se stai bene come stai, non continuare nella lettura.

Se invece senti che la vita ti sia sfuggita di mano, ma non ti sei ancora arreso, allora mettiti comodo e prenditi 5 minuti per leggere e riflettere!

Purtroppo stanno accadendo cose molto tristi: ho notato che stanno morendo tante persone, sembra quasi che la loro anima abbia deciso di staccare la spina!

Come forse già sai, mi occupo di benessere e nelle consulenze che faccio, ho incontrato tante persone che hanno problemi più o meno gravi, ma che si comportano come gli struzzi (che mettono la testa sotto la sabbia, e si estraniano dalla realtà, facendo finta di nulla!).

Mi riferisco a problemi di varia natura, dal peso, al riposo, allo stress.

Lo stress… A mio modesto giudizio è la peste del nostro secolo! Fa danni enormi e spesso non facciamo nulla!

Purtroppo la cultura occidentale ci insegna a fare qualcosa solo quando stiamo male, ma a volte purtroppo è tardi!

Abbiamo tanto da imparare dalla cultura orientale in cui si lavora molto sulla prevenzione: lo sai che in oriente un medico viene pagato in base alle persone che fa star bene e non fanno abuso di farmaci?

Ma questo è un altro argomento (se vuoi leggi questo articolo)!

Io credo che ognuno debba fare il massimo per stare bene e vivere la vita che merita, preoccupandoci in prima persona, ogni giorno, della nostra salute e di vivere una vita senza stress!

Lo so che starai pensando “ti pare facile!” ed io non dico che sia facile, ma sicuramente possiamo fare molto per stare meglio!

Il saggio dice “Solo alla morte non c’è rimedio!”

Fai un esercizio

Dalle 24 ore della giornata, togli:

  1. il tempo per dormire
  2. il tempo per lavorare
  3. il tempo per gli spostamenti
  4. il tempo per lavarti
  5. il tempo per mangiare
  6. il tempo per tutte quelle cose che devi fare

Quanto tempo ti rimane?

Sei soddisfatto del risultato finale?

Molti lavorano per pagare affitto, debiti, tasse, etc.. dimenticandosi di vivere.

  • Io ti invito a riflettere e a capire se sei o meno padrone della tua vita!
  • Io ti invito a riflettere e a capire se stai vivendo la vita che sognavi da piccolo!

La vita di molti è piatta! Molti non hanno obiettivi, non hanno un perché che li spinga a lottare per qualcosa fino ad ottenerlo!

Ci accontentiamo di quello che c’è stato imposto senza volerlo (e anche su questo potremmo parlare per ore)!

Prima di salutarti, ti invito a commentare l’articolo, raccontandomi la tua situazione!

Ti lascio con la definizione di stress che ho trovato su google: scarsa concentrazione e attenzione, stanchezza cronica, sensazione di avere la testa vuota, ansia, angoscia, stati depressivi, crisi di pianto, pessimismo, cattivo umore, autocommiserazione, attacchi d’ansia o attacchi di panico.
Ciao e BUONA VITA

Annunci
Pubblicato in: Benessere, Considerazioni, Crescita Personale, My Blog, Network Marketing

CONOSCI I QUADRANTI DEL CASHFLOW?

Studia. Trova un lavoro sicuro. Lavora per 50 anni. Vai in pensione.

Questo è quello che è stato sempre insegnato ai nostri genitori, e che loro hanno tramandato a noi. Andare bene a scuola per trovare un lavoro stabile che ci dia un buono stipendio ogni mese, per vivere in serenità e senza rischi e poi godersi la vecchiaia.

Ma questo modello di vita è ancora valido nel 2017?

Purtroppo no. Con la crisi del mercato finanziario è andato in crisi anche il mercato del lavoro. La percentuale di laureati è aumentata, e questo è ottimo, ma allo stesso tempo la domanda di chi cerca lavoro è nettamente superiore alla reale offerta di lavoro, così che spesso molti rimangono disoccupati, e chi trova lavoro accetta anche uno stipendio molto basso pur di tenerselo.

Il modello sopra descritto è quello del DIPENDENTE, che lavora e viene pagato per le ore lavorate. Ha la sicurezza di uno stipendio fisso e non ha i rischi di un’impresa propria, ma deve sottostare ad uno o più capi.

Ma ci sono altri modi per guadagnare: si può infatti decidere di non avere un “capo” e di mettersi in proprio, da LAVORATORE AUTONOMO. In questa classe rientrano tutti i professionisti – come i medici, gli avvocati, gli architetti, gli idraulici, gli artisti, gli artigiani, etc. – che mettono a disposizione le proprie competenze specialistiche a fronte di una remunerazione. Qui rientrano anche i proprietari di piccole aziende, che le gestiscono di persona recandosi a lavoro ogni giorno. I guadagni possono essere alti o bassi, ma tali sono anche i rischi di apertura e gestione di una propria azienda. Non si hanno capi, ma non si riceve uno stipendio fisso ogni mese, e si guadagna solo se si porta avanti personalmente l’attività.

Questi due modelli rappresentano circa l’80% delle persone e sono facilmente accessibili a tutti. Ma attenzione: la ricchezza che producono, e di cui godono, equivale al solo 20% circa della ricchezza mondiale.

Ti stupisce?

Pensate alle persone ricche, a quelle veramente ricche: quelle cioè che godono di libertà finanziaria. La libertà di ottenere guadagni passivamente senza bisogno di lavorare. E non sto parlando solo di ricchi ereditieri che vivono scialaquando il proprio patrimonio; parlo di persone che hanno creato ASSETS, ovvero beni che generano ricchezza da soli e mi riferisco a due figure in particolare: quella del TITOLARE D’IMPRESA e quella dell’INVESTITORE.

Ecco: sono queste due figure che detengono l’80% circa della ricchezza mondiale, ma rappresentano solo il 20% degli individui.

A differenza del dipendente e del lavoratore autonomo, il titolare d’impresa e l’investitore non hanno bisogno di essere fisicamente presenti o di lavorare tutti i giorni perché la loro azienda produca fatturato. Il primo è il proprietario di società molto grandi con un alto numero di dipendenti e dirigenti che le portano avanti senza bisogno della sua presenza, e il secondo lascia che sia il denaro a lavorare per lui producendo altro denaro.

Entrambi godono della libertà finanziaria, e i guadagni prodotti dalle loro aziende o dal denaro investito sono davvero altissimi, dal momento che non dipendono dal lavoro fisico di una persona sola. Ma queste due categorie sono chiaramente inaccessibili ai più, per gli elevati capitali iniziali richiesti. Per questo la maggior parte della ricchezza mondiale è in mano a poche persone.

I dipendenti, i lavoratori autonomi, i titolari d’impresa e gli investitori formano le quattro categorie del cash flow, rappresentate in quattro quadranti con le prime due a sinistra e le seconde due a destra.

quadranti-del-cash-flow

Ai quadranti del cash-flow l’imprenditore e autore acclamato Robert Kiyosaki ha dedicato un intero libro, che consiglio vivamente a chi volesse approfondire l’argomento.

guida-liberta-finanziaria-1

È inevitabile che quando si parla di questo argomento capiti di sentirsi sminuiti e rassegnati, ma non deve essere così, perché qualora sentissi dentro di te una fiammella ardere intensamente con la convinzione che anche tu possa entrare a far parte della colonna di destra, devi solo trovare il modo di farlo!

E a questo punto non posso che consigliarti il Network Marketing!

Innanzitutto, il Networker (colui che fa network marketing) non necessita di investimenti iniziali né di competenze specifiche, quindi è decisamente accessibile a tutti e si posiziona dunque nella colonna di sinistra.

Il Networker è “capo di se stesso” ed avvia la propria piccola impresa, quindi inizialmente si posiziona come Lavoratore Autonomo. L’attività ha bisogno all’inizio della sua presenza e del suo lavoro per poter crescere, ma si può svolgere agevolmente sia a tempo pieno sia solo nel tempo libero.

Ma il NM offre un’opportunità in più: è uno dei rari settori in cui dai quadranti di sinistra si può passare ai tanto agognati quadranti di destra. Ed è l’unico che permette di farlo senza bisogno di alti investimenti iniziali.

Costruendo infatti la propria rete di consumatori-imprenditori, cioè di altri Networker che a loro volta creeranno le proprie reti, è possibile sviluppare un sistema distributivo capillare e solido che può crescere al punto di andare avanti autonomamente, senza bisogno della presenza e del lavoro del Networker stesso.

Arrivati a questo punto i guadagni saranno molto alti, senza contare gli incentivi e la tassazione agevolata; il Networker di successo godrà quindi di grandi risultati economici senza bisogno di lavorare tutti i giorni, e invece di uno stipendio o compenso otterrà una vera e propria rendita. In altre parole, la libertà finanziaria. E a quel punto sarà in grado di decidere se diventare anche un investitore per far fruttare con altro denaro la ricchezza ottenuta dalla sua rete di distribuzione.

Questo è uno dei motivi che mi ha spinto ad intraprendere questa attività affascinante.

Non tutti riescono a passare dai quadranti del lato sinistro a quelli del lato destro, ma certamente il NM offre a tutti la stessa opportunità a costo quasi zero. Sta ad ognuno di noi coglierla o meno.

E non è un caso che Robert Kiyosaki, che è divenuto milionario attraverso il mercato immobiliare e non ha mai fatto NM, considera quest’ultimo come il Business del 21° secolo: è l’unica attività accessibile a tutti che può portare alla libertà finanziaria, ed è inoltre basato sulla cooperazione e sulla condivisione, che sono alla base dello sviluppo della società contemporanea post-digitale.

business-21-secolo.jpg

E voi, in quale quadrante vi trovate? In quale vi vedete tra 5, 10, 30 anni? Rispondetemi nei commenti se vi fa piacere e fatemi sapere che ne pensate.

Ispirato da Luigi Baccaro

images (5)

 

Pubblicato in: Alimentazione, Benessere, Considerazioni, My Blog, News, Sport

5 consigli per un allenamento efficace!

Ciao!!!

Oggi parliamo di allenamento!!

Anche tu vai in palestra? Ti alleni all’aperto? O pratichi sport?

couple-doing-plank-fitness-together-workout-health-735x400.jpg

Come stai dopo l’allenamento? E i giorni dopo, il tuo fisico recupera bene ed in tempi brevi?

I consigli che troverai tra poco vanno bene in ogni situazione, e soprattutto collaudati in prima persona!

Sei pronto/a? Cominciamo!!

1

1-PRE-WORKOUT-MEAL.jpg

Il corpo umano è una macchina perfetta, quindi come tutte le macchine ha bisogno di carburante: il primo consiglio è quello di nutrirti bene e soprattutto idratarti tantissimo prima degli allenamenti! I muscoli sono tessuti idratati, che necessitano di nutrienti specifici e di facile digestione: quindi alimenti leggeri, con pochi di grassi e proteine, via libera invece (ma senza esagerare) ai carboidrati!

2

ptrainer

Fare movimenti correttamente è importantissimo per evitare infortuni inutili: non improvvisare e fatti seguire da un professionista!

3

Acqua e sport 2 3.jpg

Idratati durante l’allenamento: i muscoli sono tessuti idratati e per mantenere la loro funzionalità ed eliminare facilmente le scorie generate durante l’allenamento è importante bere! Può essere utile integrare con sali minerali e carboidrati per avere più energia durante l’allenamento.

4

pasto-allenamento.jpg

Nutri i tuoi muscoli nel post allenamento! Lo sai che i muscoli nella mezzora successiva all’allenamento è li che non aspetta altro dio essere nutrito? Organizzati e portati qualcosa da mangiare (chiedi consiglio al tuo nutrizionista) o integratori specifici affinché l’allenamento sia veramente efficace! L’allenamento senza una giusta nutrizione non serve a nulla! In percentuale l’allenamento influisce in uno stato di forma fisica per il 20%, la nutrizione per l’80%!

5

babywell06.jpg

La tecnologia ti aiuta: esistono strumenti indossabili durante l’allenamento che possono incrementare le tue capacità fisiologiche per aumentare le tue performance, per eliminare i dolori, per tonificare i muscoli, per lavorare sulla cellulite e tanto altro. Io utilizzo BabySportBh, strumento indossabile che mi sta aiutando molto ad accelerare i tempi nel raggiungimento dei risultati e ad eliminare prima che arrivino tutti quei dolori post allenamento (doms).

5ffe1d5b50-77c59631d5f607683020fd5dfaec8383.png

Detto questo, ci tengo a sottolineare che è importante mangiare sano ed equilibrato, essere costanti, porsi degli obiettivi e andare avanti come un treno fino a quando non si saranno raggiunti!

Un saluto e buon allenamento!

 

 

Pubblicato in: Benessere, My Blog, Prevenzione

Se hai un’azienda con dei dipendenti devi saperlo!

Ciao e benvenuto nel mio blog!

Sono appena rientrato da un incontro con alcuni imprenditori in cui si è parlato dell’importanza dei dipendenti e del loro benessere.

Si, perché i dipendenti sono l’oro di ogni azienda ed un buon imprenditore ha il dovere di prendersi cura di loro!

Il lavoro nella vita di molti di noi, occupa un tempo considerevole delle nostre giornate e, dunque, della nostra vita. Ma non basta, perché spesso, oltre a tenerci impegnati negli orari in cui svolgiamo la nostra professione, occupa anche spazi che dovrebbero essere riservati alla vita privata.

Non è forse capitato anche a te di non riuscire a “staccare la spina” quando torni a casa per colpa di pensieri o preoccupazioni?

È vero o no che il lavoro può avere talvolta delle ripercussioni negative sulla qualità della vita e sulla salute di ognuno di noi proprio perché gli dedichiamo troppo tempo?

305628-856x561

A tal riguardo, un problema troppo spesso trascurato dalle aziende è dare importanza al benessere psicofisico dei loro dipendenti!  Ciò a discapito non solo da un punto di vista etico, ma anche nell’ottica di una buona produttività aziendale.

Negli ultimi anni, tuttavia, da parte delle imprese, è cresciuto l’interesse nei confronti della qualità del lavoro e della vita dei lavoratori: un approccio che, nel concreto, si è tradotto in una maggiore flessibilità e nell’offerta di benefici e servizi di vario genere. E se in molti Stati europei questa è già una realtà da molti anni, lentamente lo sta diventando anche nel nostro paese dove, a partire dalla Legge di stabilità 2016, è cresciuta la sensibilità in merito, nonché l’incentivo a sviluppare una politica di welfare aziendale che sostenga il lavoratore e la sua famiglia.

Vediamo dunque cosa intendiamo per welfare aziendale, quali sono i benefici che molte aziende italiane hanno già messo a disposizione dei loro dipendenti e quali i vantaggi per le stesse aziende.

Welfare aziendale: il benessere individuale è benessere per l’azienda

Scuola, salute, flessibilità. Il welfare aziendale consiste in un insieme di servizi ed iniziative promosse dal datore di lavoro e offerte direttamente al dipendente, con la finalità di migliorare la qualità della sua vita e il suo benessere, rispondendo in maniera puntuale ai bisogni e alle esigenze che possono emergere.

Immagina un dipendente con un’alimentazione mirata e personalizzata che può aiutarlo ad essere più concentrato, leggero ed energico!

I servizi previsti possono variare di azienda in azienda e in base alle condizioni individuali dei dipendenti. Infatti, il primo passo per introdurre una politica di welfare aziendale efficace prevede l’analisi delle effettive necessità dei dipendenti. Solo in seguito vengono individuate le proposte ritenute più utili.

glicemia

E i dipendenti sembrano molto interessati a quanto la propria azienda decide di offrire, ed in particolare ai benefits nell’ambito della salute. Molto graditi sono anche gli interventi a sostegno della genitorialità come asili nido o bonus baby sitter.

Perché il welfare aziendale è utile all’azienda?

Grazie ad una politica di welfare aziendale, la vita lavorativa migliora in maniera tangibile e significativa. Da un lato, cresce il benessere individuale del dipendente, e questo genera, a sua volta, effetti positivi sull’assetto organizzativo dell’impresa. Detto in altri termini, il lavoratore sollevato di alcune preoccupazioni ed incombenze fuori dall’ambito lavorativo sarà più sereno e motivato sul posto di lavoro.

Sebbene in ritardo rispetto ad altri paesi europei, anche in Italia è riconosciuta oggi l’importanza del welfare aziendale e la necessità di fornire questi servizi ai lavoratori. Nella stessa direzione, infatti, preme anche la Legge di stabilità per il 2017 che prevede agevolazioni fiscali per le componenti delle retribuzioni legate ad incrementi di produttività, le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa e l’erogazione di benefits da parte delle aziende in senso ampio.

Questo elemento sottolinea la rilevanza che riveste e rivestirà ancor di più in futuro un approccio al rapporto tra datore di lavoro e dipendente che tenga in considerazione anche la dimensione personale di ciascuno, senza che aspetti come il benessere fisico o la famiglia vengano mai sottovalutati.

I vantaggi per il dipendente

Alcuni servizi sono già previsti in molte aziende, ma i lavoratori non lo sanno perché spesso manca la consapevolezza dei benefits a cui si ha diritto per contratto. Il risultato è che talvolta non vengono sfruttati alcuni servizi di cui già potremmo beneficiare. Vediamo, allora, quali sono i principali vantaggi per il dipendente di un’azienda che ha attuato una politica di welfare.

workengag

Welfare aziendale per la famiglia: Maternità e lavoro

Le soluzioni del welfare aziendale spesso coinvolgono la famiglia. In particolare, sono molti i servizi dedicati a neo-mamme e neo-papà. Secondo quanto rilevato dall’ISTAT, il 30% delle donne lascia il lavoro dopo una gravidanza. Conciliare maternità e lavoro, come abbiamo già osservato in un altro approfondimento, è una sfida che una donna non deve essere costretta ad affrontare da sola: se il Governo, dal canto suo, ha stanziato fondi per baby sitter e asili nido, anche la propria azienda può fare la differenza.

Le soluzioni finora scelte dalle aziende sono varie: in alcuni casi c’è la possibilità di iscrivere i figli all’asilo nido aziendale, in altri vengono previsti dei bonus economici per ogni bambino nato. Una strategia alternativa, poi, è quella che prevede una maggior flessibilità dell’orario di lavoro e la concessione del part time fino al compimento del secondo anno di età del bambino. Infine, alcune aziende hanno sperimentato il telelavoro come strategia per rendere più graduale il rientro in ufficio quando a casa c’è un neonato.

I servizi di welfare aziendale family-friendly continuano anche quando i figli crescono. Molte aziende, infatti, propongono incentivi per l’assunzione di baby sitter, organizzano vacanze studio per i figli dei dipendenti oppure pagano parte dei testi scolastici.

I servizi per la salute

In cima alle preoccupazioni dei dipendenti, e non solo, c’è sempre la salute. In questo campo, il welfare aziendale può fare molto, soprattutto nell’ambito della prevenzione, della sanità integrativa e del sostegno previdenziale.

Il costo degli esami medici, infatti, spesso, tende a scoraggiare esami e controlli indispensabili per mettere in atto una corretta prevenzione medica. Un problema a cui molte aziende già pongono rimedio stipulando per i propri dipendenti polizze assicurative di base che, generalmente, coprono le visite di routine. In alcuni casi, c’è anche la possibilità di accedere gratuitamente a servizi come l’igiene dentale oppure l’assistenza sanitaria in caso di infortunio. Spesso esiste la possibilità di richiedere prestazioni scontate se ci si rivolge ad alcune strutture convenzionate con l’azienda.

Nel contesto rientra prepotentemente anche la tecnologia indossabile, ottimo strumento per preservare i lavoratori dai dolori, dalle infiammazioni e prevenire stati reumatici futuri: basti pensare alle posture non proprio salutari assunte costantemente da chi lavora in ufficio come da chi lavora in cantiere!

bw-indicazioni3BannerPartnersBaby

Il welfare aziendale sembra quindi rappresentare un interessante caso di strategia win-win che porta vantaggi sia al datore di lavoro che ai dipendenti, e una efficace evoluzione del semplice premio di produttività in denaro. Se da un lato, infatti, il lavoratore riceve un servizio utile a condizioni vantaggiose anche dal punto di vista della tassazione, dall’altro l’azienda può sfruttare le agevolazioni fiscali promosse dallo stato. Usufruire di questi benefits, inoltre, non avrà alcun impatto economico sulla futura pensione del lavoratore.

E voi siete a conoscenza della presenza o meno di servizi di welfare aziendale sul vostro posto di lavoro?

Pubblicato in: Alimentazione, Guida, My Blog, Prodotti funzionali - Integratori alimentari, Sport

Estate e attività fisica: cosa devi fare assolutamente!

Ciao, questo articolo è stato pensato per te che fai sport o fai un lavoro che richiede attività fisica importante!

Nella stagione estiva aumenta l’attività all’aperto (sport, lavoro e faccende domestiche) e con le temperature alte si tende a sudare molto: proprio per questo è importante fare attenzione ad alimentazione ed idratazione!

images.jpg

La disidratazione diminuisce il volume plasmatico, l’attività cardiaca, la sudorazione, il flusso ematico cutaneo, la capacità di resistenza.

L’Acqua

Rappresenta circa il 70% del peso corporeo ed è essenziale per tutta una serie di funzioni fisiologiche tra cui la regolazione della temperatura corporea.

Praticando attività fisica, la temperatura corporea aumenta e quindi si mettono in moto dei meccanismi che permettono di mantenerla entro i limiti fisiologici (37 ° circa).

 

La sudorazione è l’evento più visibile, che serve a “raffreddare” la cute nei momenti di maggior calore. Ovviamente a ciò deve seguire una continua idratazione da parte dell’individuo (sportivo o lavoratore) per evitare di limitare fortemente le riserve idriche e di rischiare quindi una grave disidratazione.

In caso di carenza di idratazione si rischia di essere vittima del “colpo di calore” caratterizzato da stato confusionale, senso di debolezza, tachicardia, ipotensione, crampi muscolari, nausea e vomito. Nei casi più gravi si può addirittura arrivare al coma.

Alcuni studi dimostrano che le prestazioni possono essere compromesse se un individuo è disidratato anche anche in minima parte: le perdite di liquidi oltre il 5% del peso possono peggiorare la performance addirittura del 30%.

Addirittura, la disidratazione grave comporta anche seri problemi per la salute dato che aumenta il rischio di crampi muscolari, colpi di calore e collassi (a volte anche fatali). Tra l’altro, la situazione diventa ancora più a rischio, per quanto riguarda il colpo di calore, se lo sportivo è anche sovrappeso.

A proposito di crampi… questi sono molto comuni tra gli atleti e si verificano quando l’attività fisica è prolungata e in condizioni estreme di temperatura (caldo). I crampi sono essenzialmente delle contrazioni involontarie e dolorose dei muscoli, che si verificano per perdite di acqua e sali minerali (sodio in particolare).

È stato dimostrato che l’idratazione prima dell’esercizio fisico, aiuta a prevenire gli effetti negativi della disidratazione con risultati positivi sulla coordinazione, sulla resistenza e sulla fatica muscolare.

ATTENZIONE! Alcuni studi dicono che la sete è già un sintomo della disidratazione e quindi sarebbe consigliabile non arrivare mai alla sete stessa!

Lo squilibrio idro-salino che si instaura può portare a bruschi cali pressori, così come da una carenza di minerali possono derivare problemi muscolari, crampi e spossatezza.

Ma con la sudorazione si perdono anche molti altri elementi (sali minerali) essenziali per moltissime funzioni vitali: ecco perché è fondamentale reintegrarli e visto che, come le vitamine, non siamo in grado di sintetizzarli devono essere introdotti quotidianamente in quantità adeguate.

Solitamente è sufficiente mangiare in modo equilibrato per avere ciò di cui l’organismo ha bisogno, ma in caso di sudorazione abbondante o di attività fisica intensa è probabile che l’apporto alimentare non sia più sufficiente ed è importante utilizzare prodotti dedicati a base di magnesio e potassio, coinvolti nella normale funzione muscolare e nella trasmissione degli impulsi nervosi.

Idratazione-e-sport.jpg

Sono disponibili oggi integratori che, oltre a fornire questi due preziosi minerali in forme adeguate ad aumentarne la biodisponibilità, associano altri micronutrienti essenziali per un corretto metabolismo energetico (come le vitamine del gruppo B e la vitamina C).

Cosa fare

Prima dell’esercizio fisico
È importante giungere allo sforzo con uno stato di idratazione ideale!
L’atleta (o il lavoratore) deve avere già iniziato a somministrare liquidi akk’organismo: Ecco perché è iportante bere regolarmente nell’arco della giornata e ancor più prima di uno sforzo fisico!

E’ sconsigliato assumere grandi quantitativi di acqua semplice nei 45-60 minuti precedenti allo sforzo (perché può stimolare la diuresi e la conseguente eliminazione di liquidi), per lo stesso motivo è sconsigliato assumere alcolici o caffeina.

Durante l’esercizio
Occorre tener conto delle caratteristiche ambientali nelle quali si pratica il lavoro (temperatura, umidità, ventilazione) del tipo di lavoro muscolare (pesante, leggero, di velocità o resistenza) e degli indumenti usati.

ConeglianoXC17_OpJu-403_1095-600x490

L’apporto di 1/4 di litro ogni 15 minuti può comunque essere considerato ottimale.

Dopo l’esercizio
Risulta importante assumere liquidi per evitare l’ipoidratazione cronica, per permettere il recupero delle scorte di glicogeno ed in generale per ristabilire una situazione di equilibrio interno all’organismo.

LA BEVANDA IDEALE

La bevanda ideale deve possedere diverse caratteristiche:

  • innanzitutto deve avere un sapore gradevole,
  • deve essere facilmente assimilabile, ma senza causare problemi gastrointestinali,
  • deve aiutare per quanto possibile l’ottimizzazione della performance.

download

CONSIGLI

  • Consumare una dieta sufficientemente ricca di carboidrati, frutta e verdura e povera di grassi.
  • Consumare sempre una buona prima colazione, sostanziosa ma digeribile, che preveda sempre alimenti ricchi di carboidrati, semplici e complessi (pane, biscotti, fette biscottate, miele, marmellata, cereali), frutta fresca, caffè o tè, succhi di frutta, latte e derivati.
  • Molto utili possono essere anche alcuni “alimenti funzionali”, in grado di concorrere ad un adeguato apporto di quei principi nutritivi, come i probiotici (alimenti che contengono colture vive benefiche aggiunte per migliorare l’equilibrio microbico intestinale) e prebiotici (componenti non digeribili che svolgono un effetto benefico stimolando la crescita di batteri nel colon), capaci di favorire una migliore funzionalità intestinale, di contribuire alla prevenzione dei più comuni disturbi dell’apparato gastroenterico, e di influire positivamente anche sulla funzione del sistema immunitario in genere.

Per l’alimentazione giornaliera, saranno da evitare o comunque limitare fortemente, tutti gli alimenti ricchi di grassi saturi e zuccheri perché l’eccesso di questi alimenti andrebbe ad appesantire il funzionamento del nostro metabolismo. Bisognerà quindi limitare il consumo di formaggi grassi e stagionati (e ricchi di sale) preferendo quelli magri e freschi. Utilizzare la frutta secca (in particolare noci) come fonte di folati che contribuiscono alla normale funzione del sistema immunitario e alla riduzione della stanchezza ed affaticamento. È inoltre ricca di acidi grassi essenziali e ferro. È consigliabile introdurre cereali integrali (farro, orzo, avena, pasta o riso integrale ecc.) magari sotto forma di insalate fredde. Ottimi i centrifugati di frutta e verdura che permettono di assimilare una gran quantità di vitamine e sali minerali oltre che di liquidi.

LO SAPEVI CHE…

Si possono bere al massimo circa 9,5 litri di acqua al giorno. Superata questa soglia possono insorgere problemi anche piuttosto seri per la salute dovuti a marcata alterazione delle concentrazioni degli elettroliti nei fluidi organici (iponatremia). Esemplare il caso di una atleta morta, per encefalopatia iponatriemica, durante la maratona di Boston per avere bevuto 15 litri di fluidi durante le 5-6 ore della sua corsa.

 

Pubblicato in: Alimentazione, Benessere, My Blog, Prevenzione, Prodotti funzionali - Integratori alimentari

Aloe vera

Ciao!!!

In questo articolo ti parlerò dell’Aloe vera, una tra le piante più straordinarie che esistono!

L’Aloe vera (Aloe barbadensis Miller) è solo una tra le numerose specie di aloe esistenti ed è quella più diffusa ed utilizzata per uso esterno ed in interno grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e nutrizionali, oggi confermate anche da numerose ricerche scientifiche.

Avrai spesso sentito parlare sia del gel (per uso esterno) che del succo (per uso interno), estratti  dalle foglie di questa pianta che puoi coltivare anche a casa tua!

ATTENZIONE ALL’ALOINA!!!

Aloe Vera, benefici

Il gel e il succo d’Aloe sono davvero molto versatili e possono essere utilizzati al bisogno in tante situazioni.

I principali benefici dell’Aloe Vera riguardano:

  • Apparato gastro-intestinale
  • Sistema immunitario
  • Azione antibatterica
  • Azione antivirale
  • Azione antiossidante
  • Azione disintossicante

Apparato gastro-intestinale

In un interessante studio del 2004 condotto nel Regno Unito, i ricercatori hanno dato ad un gruppo di persone affette da colite ulcerosa, un tipo di malattia infiammatoria intestinale, succo di aloe vera da bere due volte al giorno. Dopo sole quattro settimane si è riscontrato un miglioramento della patologia nei partecipanti che avevano assunto Aloe rispetto al gruppo di controllo che invece aveva assunto della semplice acqua.

Grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, dovute principalmente ai mucopolisaccaridi contenuti nella pianta, l’Aloe è utilizzata anche per problemi molto comuni come colite, gastrite e altri tipi di infiammazioni ma, come specificato prima, deve essere rigorosamente senza Aloina, per non riscontrare al contrario un peggioramento dei sintomi.

Sistema immunitario

È stato dimostrato poi che l’Acemannano ha proprietà immunostimolanti, aiuta infatti la produzione di interferone e stimola l’attività dei microfagi. In questo modo il corpo è ben difeso dall’attacco di virus e batteri. Ecco allora che uno dei motivi principali per cui si assume succo di Aloe vera è proprio quello di stimolare le naturali difese dell’organismo nei periodi in cui è maggiormente provato, dunque in autunno, in inverno o nella fase di passaggio da una stagione all’altra.

Antibatterica e antivirale

Alcune ricerche hanno dimostrato che estratti di Aloe sono in grado di agire contro alcuni tipi di batteri, virus o funghi tra cui l’Escherichia coli e la Candida albicans. L’assunzione del succo, dunque, può essere d’aiuto nei casi in cui ci siano infezioni di questo genere non solo sostenendo il sistema immunitario ma anche agendo attivamente, probabilmente però a questo scopo esistono dei rimedi naturali più specifici come può essere ad esempio il tea tree oil.

Antiossidante e disintossicante

L’Aloe vera contiene anche una miniera di sali minerali e vitamine oltre che di altre sostanze utili al benessere del nostro organismo. La ricchezza di questa sinergia di componenti rende questa pianta ottima anche per le sue proprietà disintossicanti e antiossidanti, in grado dunque di combattere i radicali liberi che contribuiscono all’invecchiamento delle cellule del nostro corpo. Ecco perché assumendo succo di Aloe spesso si notano miglioramenti a livello della pelle, dei capelli e delle unghie.

L’elenco non è certamente esaustivo, le tante sostanze diverse e ben miscelate tra loro che compongono questa pianta la rendono un tesoro ancora tutto da scoprire. Recentemente tra l’altro, la ricerca scientifica si sta concentrando in particolare sulle sua potenzialità antitumorali, ma in questo caso ad essere più efficace sembrerebbe essere la variante Aloe Arborescens.

aloe vera

Succo di Aloe Vera, benefici

Aloe vera e salute. Fa davvero così bene berne il succo? Assumere il succo estratto di aloe vera è spesso consigliato per affrontare diversi disturbi ma anche semplicemente per rafforzare il sistema immunitario nei periodi in cui ce n’è più bisogno, disintossicarsi o migliorare le funzioni digestive.

Riassumiamo quali sono i principali benefici del succo di Aloe Vera:

  • Depura l’organismo
  • Protegge il cuore
  • Protegge la pelle
  • Fa bene alle gengive e alla bocca
  • Salvaguarda la salute dentale
  • Riduce l’infiammazione
  • Regola gli zuccheri nel sangue

 

aloe vera

Aloe Vera, cosa accade al corpo

Cosa accade al corpo se assumiamo un bicchierino di succo di Aloe Vera al giorno?

La dose generalmente consigliata di aloe vera da bere, come riportato sulle confezioni, è di 20 ml (un misurino) per 2/3 volte al giorno che corrisponde ad un bicchierino circa. Aumentare troppo invece, se non in casi particolari e sotto consiglio di un esperto, può dare non pochi problemi primo tra tutti un senso di nausea e acidità.

Ecco cosa accade al corpo assumendo un bicchierino di succo di Aloe Vera al giorno. Il succo di Aloe Vera:

  • Migliora la digestione
  • Rafforza il sistema immunitario
  • Ha un’azione anti-age
  • Ha un’azione ipoglicemizzazione
  • Cura la pelle
  • Protegge l’intestino
  • È antinfiammatorio
  • Aiuta la guarigione di ustioni e ferite

Controindicazioni e effetti collaterali

Come tutte le piante, anche l’Aloe non è esente da possibili effetti collaterali riscontrabili il più delle volte in particolare nel tratto gastrointestinale con crampi e diarrea. In questo caso è bene ascoltare il proprio corpo ed interrompere subito il trattamento. Se si assumono farmaci poi è sempre meglio informare il proprio medico per scongiurare l’opportunità che, le due assunzioni, possano in qualche modo interferire tra di loro.

Molto importante nel caso si assuma il succo d’Aloe è rispettare i dosaggi riportati sulle confezioni e non pensare, solo perché si tratta di un rimedio naturale, di poterlo utilizzare sempre. Come ogni cosa che si assume a scopo terapeutico o preventivo è sempre bene seguire un ciclo che può essere da un mese a tre mesi e poi interrompere.

Il gel invece non ha dimostrato effetti collaterali e può essere utilizzato da tutti, ottimo anche per i bambini. Si riscontrano problemi, ovviamente, solo in caso si soffra di allergia alla pianta, cosa comunque generalmente rara.

Fonte GREENME.com

Pubblicato in: Alimentazione, Guida, My Blog

L’alimentazione del donatore di sangue

La corretta alimentazione è fondamentale per tutti.

Mangiare bene e in modo corretto è premessa indispensabile per una vita sana.

Corretta alimentazione e salute sono legate in modo stretto: chi mangia bene ha rischi di malattia, morbilità e mortalità più bassi di chi ha una alimentazione squilibrata, ed è questa una verità confermata da migliaia di studi scientifici.

E se una corretta alimentazione è importante per tutti lo è in modo particolare per i donatori di sangue.

Quali sono le caratteristiche fondamentali dell’alimentazione del donatore?

Possiamo affermare che l’alimentazione del donatore segue le caratteristiche generali di sana alimentazione, ovvero chi dona il sangue deve seguire una dieta sana, moderata nella quantità, varia, con limitazione dei grassi, ricca in frutta e verdura.

Frutta e verdura andrebbero consumate nella misura di 5 porzioni al giorno: due di verdura (a pranzo e cena) e tre frutti (meglio se differenti).

come-nutrirsi-bene-www-ricchezzavera-com_

Per quanto riguarda le fonti proteiche occorre consumare carne, pesce, uova, formaggi, salumi e legumi. Tra le carni meglio optare per i tagli magri cercando di non eccedere con la carne rossa. Il pesce andrebbe consumato almeno quattro volte la settimana, grazie al suo contenuto di grassi polinsaturi con effetto benefico su cuore e circolazione. Anche salumi e formaggi possono essere consumati ma attenzione alla porzione, essendo alimenti ricchi in grassi andrebbero consumati circa due volte la settimana in modica quantità.

Oltre a seguire le linee guida di sana alimentazione la dieta del donatore dovrebbe considerare tre altre caratteristiche importanti:
1. Deve essere ricca in ferro
2. Deve essere povera in grassi
3. Deve essere ricca in liquidi

Queste tre caratteristiche sono importanti soprattutto nei giorni precedenti la donazione e nel giorno stesso della donazione.

Ma vediamo ogni singola caratteristica.

1) Dieta ricca in ferro. Quando si dona il sangue le riserve di ferro dell’organismo vengono temporaneamente diminuite. Ecco perché una dieta ricca in ferro, soprattutto nei giorni precedenti la donazione, può aiutare. Gli alimenti a maggior contenuto di Ferro sono la carne, il pesce, i legumi (fagioli, ceci, lenticchie), alcune verdure come gli spinaci, i broccoletti, la rucola e il radicchio nonché albicocche nocciole e mandorle.

2) Un’alimentazione povera in grassi è fondamentale soprattutto nelle 24 ore precedenti la donazione in quanto un eccesso di grassi alimentari nei cibi che consumiamo può determinare un innalzamento dei lipidi ematici e interferire con alcuni test che vengono effettuati sul sangue stesso. Attenzione quindi ai fritti, ai tagli di carne grasse, ai formaggi e ai salumi quali salame, pancetta, lardo ecc.

Meglio optare, la sera precedente la donazione, per un sano menù mediterraneo con pasta o riso più verdure e una porzione di carni bianche (pollo o tacchino) alla griglia o del pesce. Evitare accuratamente le salse tipo maionese, i gelati, la panna, le patatine fritte, i dolci. Da bandire ovviamente le cene ai fast food. Tra gli alimenti poveri in grassi andranno privilegiati la pasta e il riso, le verdure, la frutta, il pollame, il pesce.

3) Dieta ricca in liquidi. Questo punto è particolarmente importante il giorno della donazione, nel giorno precedete e in quello successivo.
Donare sangue determina una perdita di liquidi per il nostro corpo, perdita di liquidi che dovrà essere prontamente riequilibrata. La mattina della donazione occorre bere molta acqua, ottimi anche i succhi di frutta e le spremute purché non zuccherate.

Attenzione inoltre alle bevande ricche in caffeina, tipo caffè o bibite tipo cola: la caffeina ha un’azione diuretica e contribuisce a disidratare il nostro corpo! Quindi sempre meglio della buona e dissetante acqua fresca!

La corretta idratazione è fondamentale anche dopo la donazione: cercate nel pasto successivo di bere qualche bicchiere di acqua in più del solito. Anche i cibi possono aiutare a fornire liquidi: via libera quindi nel pasto successivo a zuppe, minestroni, verdure e frutta a volontà!

Pasto Formula 1

Per ultima cosa un consiglio sulla colazione del giorno della donazione: anche se molte persone preferiscono recarsi a stomaco vuoto per donare il proprio sangue è bene ricordare che comunque è possibile fare una sana colazione! Questa dovrà essere ricca in liquidi e povera in grassi. Ottimi i succhi di frutta, le spremute, il tea poco zuccherato e le fette biscottate. Evitare brioche e cornetti alla crema o cioccolato perché troppo ricchi in grassi. Meglio inoltre evitare il latte e i latticini in genere.

Secondo gli ultimi studi anche un piccolo snack salato negli attimi precedenti la donazione può aiutare a prevenire il calo di pressione arteriosa. Ecco quindi che piccoli salatini possono aiutare … ovviamente sempre accompagnati da abbondante acqua.

Subito dopo la donazione è bene idratarsi in modo abbondante ed è possibile alimentarsi liberamente: attenzione però a non esagerare con i cibi solidi! Mangiare troppo abbondantemente provoca un maggior richiamo di sangue a livello dell’intestino cosa che, associata al salasso appena avvenuto, può causare una brusca caduta della pressione sanguigna.

In conclusione: buon appetito e buona donazione!!!

Dr. Claudio Velati Direttore Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale Azienda Usl Bologna.

Fonte http://bologna.avisemiliaromagna.it/