Scopri il potere e le funzioni del bacino

Hai mai sentito dire che occorre avere un centro forte (spesso definito con l’inglese core) per ottenere buone performance o per superare dolori alla schiena

E’ senza dubbio un buon consiglio, ma capita che questo concetto sia frainteso se non si prende in considerazione l’intera organizzazione muscolo-scheletrica. Siamo infatti un sistema integrato, non parti assemblate, e funzioniamo bene soltanto se il sistema è coordinato in modo efficiente.

Chi lo coordina siamo noi, attraverso il nostro sistema nervoso, che è sì intelligente e programmato per il nostro benessere e la salute, ma spesso ostacolato da una scarsa consapevolezza. E così problemi e disturbi comuni che potrebbero essere prevenuti ma anche risolti, sono percepiti come destini inevitabili (penso all’incontinenza, ai prolassi, a una scarsa gratificazione sessuale…).

Il lavoro sul bacino è integrato al resto di sé, coinvolgendo parti apparentemente lontane, ma che sono invece strettamente collegate, come il viso, gli occhi, la mandibola, la bocca, la lingua.

Senza una conoscenza dell’intero sistema è impossibile controllare la propria muscolatura: a volte le persone, credendo di lavorare con la zona pelvica, sforzano invece i muscoli del collo, stringono i denti, contraggono il viso, serrano la bocca, trattengono il respiro.

Si pensi a quanto inefficaci possano risultare le spinte del parto in un caso del genere e lo stesso può capitare quando si vuole accelerare la camminata, irrigidendo la parte superiore – petto, braccia, collo – e protendendosi in avanti anziché usare la forza del bacino, sede della muscolatura più profonda e potente.

Non è un caso che il bacino sia posizionato esattamente al centro del nostro corpo. Esso trasmette la forza in su lungo la colonna e in giù lungo le gambe, diventando il motore di ogni nostra azione: camminare, correre, saltare, sedersi, alzarsi, salire e scendere le scale, arrampicarsi, ma anche allungare o alzare un braccio, suonare uno strumento ecc. In sintesi il suo ruolo è fondamentale in tutti i movimenti quotidiani, così come in quelli più complessi e performanti richiesti dagli sport e dalle discipline artistiche.

Non solo: la pelvi è coinvolta in molte funzioni come la digestione, l’evacuazione, la respirazione, la risposta allo stress, la sessualità, per non parlare di quelle strettamente femminili, come parto, mestruazioni, menopausa, determinanti per la qualità della vita di una donna. Per avere un’idea della complessità del sistema-bacino, basta ricordare che esso comprende i muscoli del pavimento pelvico, i muscoli addominali, quelli della schiena, quelli che collegano la schiena alle gambe, come lo psoas, il diaframma, oltre a contenere organi vitali. Proprio perché posizionato al centro del corpo, è importante anche per il nostro stato emotivo-psicologico: “essere centrati”, “centrarsi”, “perdere il centro” sono espressioni che la dicono lunga, così come quelle riferite alla pancia, come “è una scelta di pancia”, “che cosa mi dice la pancia”, “mi fa venire il mal di pancia”. Conosciamo bene l’impatto delle nostre emozioni sul sistema gastro-intestinale e oggi la scienza parla di secondo cervello: l’intestino, sede di un sistema neuronale in collegamento con il cervello.

Diventare consapevoli dell’area della pelvi e imparare a usarla in una buona coordinazione con le altre parti significa muoversi bene e in modo sano sotto tutti i punti di vista. Il consiglio di rafforzare il centro è quindi buono se considerato in questi termini, mentre spesso è inteso come una pancia piatta e tesa. I muscoli che lavorano bene si contraggono alla massima potenza nel minor tempo possibile per poi rilassarsi, in perfetto equilibrio con i propri antagonisti, mentre muscoli sempre contratti (corti) impediscono il movimento (diminuendo anche la sensibilità). Una pancia che non sa rilassarsi toglie inoltre spazio al respiro e ostacola il buon funzionamento degli organi interni, causando problemi intestinali o di digestione e impedendo una buona risposta allo stress (che necessita di spazio per la respirazione). Tutto questo toglie energia, forza, vitalità e provoca un invecchiamento precoce, perché ci si usura più velocemente, con il prezzo di dolori e problemi alla schiena, alla zona cervicale, alle spalle, alla testa, alle anche, alle ginocchia ecc.

Nella nostra società, sia per gli stili di vita sia per modelli culturali, spesso il bacino è una parte dimenticata, quantomeno trascurata e quindi silente, poco partecipe alla vita quotidiana. Di conseguenza se ne ha spesso un’immagine poco chiara. Tanto che i movimenti delle braccia, delle mani, così come di gambe e piedi, non vengono percepiti in relazione al bacino e anziché trarre forza da questo motore, le persone in generale la richiedono a quelle stesse parti periferiche che però non possiedono la muscolatura adatta. Da qui nascono sforzi inutili e dannosi. Primo passo per poter ritrovare il potere del bacino è quello di averne un’immagine chiara, a partire dalla sua forma ossea. Se vuoi, puoi interrompere la lettura, chiudere gli occhi e visualizzare il bacino. Se non ci riesci puoi aiutarti esplorando il tuo bacino con la punta delle dita: metti le mani sui fianchi e individua le ossa iliache, le due grandi “ali” che partono dal sacro, e seguile anteriormente fino al pube, per poi trovare il proseguimento fino agli ischi  (le due “punte” che puoi sentire quando ti siedi).

La mancata conoscenza della forma del bacino porta a una scarsa consapevolezza di come esso si muove nello spazio nella sua tridimensionalità e in relazione alle altre parti, soprattutto nel collegamento con la testa attraverso la colonna. Il più delle volte, infatti, esso è percepito in modo piatto anziché tridimensionale, con un’immagine che riguarda la parte anteriore, ossia le creste iliache (confuse spesso con le anche) quando si compie un’azione in avanti come camminare o la parte posteriore quando ci si muove indietro, come nel sedersi. Vuoi fare una prova? Fai qualche passo cercando di sentire che cosa fanno gli ischi quando cammini… Riesci a sentirli? Se non ti è chiaro, appoggia il dito indice a mo’ di mensola sotto gli ischi e senti come oscillano mentre cammini! Dopo un po’ togli le dita e prova a percepirne il movimento. E’ un semplice assaggio del lavoro che si può fare nell’osservazione e nell’esplorazione di se stessi, finalizzato a sentire e a riconoscere che cosa facciamo durante un movimento per poterci aprire a nuove possibilità. Ricordando le parole del dottor Moshe Feldenkrais: “Solo se sai quello che fai realmente, puoi decidere di fare quello che vuoi”.

Il lavoro sul bacino apporta benefici riguardo a:

  • postura
  • respirazione
  • risposta allo stress
  • digestione e funzioni intesinali
  • sessualità
  • temi ginecologici
  • gravidanza, parto e post-parto
  • agilità
  • anti-aging
Un saluto e buon proseguimento!
fonte: MovimentoSano.com
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Se hai un’azienda con dei dipendenti devi saperlo!

Ciao e benvenuto nel mio blog!

Sono appena rientrato da un incontro con alcuni imprenditori in cui si è parlato dell’importanza dei dipendenti e del loro benessere.

Si, perché i dipendenti sono l’oro di ogni azienda ed un buon imprenditore ha il dovere di prendersi cura di loro!

Il lavoro nella vita di molti di noi, occupa un tempo considerevole delle nostre giornate e, dunque, della nostra vita. Ma non basta, perché spesso, oltre a tenerci impegnati negli orari in cui svolgiamo la nostra professione, occupa anche spazi che dovrebbero essere riservati alla vita privata.

Non è forse capitato anche a te di non riuscire a “staccare la spina” quando torni a casa per colpa di pensieri o preoccupazioni?

È vero o no che il lavoro può avere talvolta delle ripercussioni negative sulla qualità della vita e sulla salute di ognuno di noi proprio perché gli dedichiamo troppo tempo?

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A tal riguardo, un problema troppo spesso trascurato dalle aziende è dare importanza al benessere psicofisico dei loro dipendenti!  Ciò a discapito non solo da un punto di vista etico, ma anche nell’ottica di una buona produttività aziendale.

Negli ultimi anni, tuttavia, da parte delle imprese, è cresciuto l’interesse nei confronti della qualità del lavoro e della vita dei lavoratori: un approccio che, nel concreto, si è tradotto in una maggiore flessibilità e nell’offerta di benefici e servizi di vario genere. E se in molti Stati europei questa è già una realtà da molti anni, lentamente lo sta diventando anche nel nostro paese dove, a partire dalla Legge di stabilità 2016, è cresciuta la sensibilità in merito, nonché l’incentivo a sviluppare una politica di welfare aziendale che sostenga il lavoratore e la sua famiglia.

Vediamo dunque cosa intendiamo per welfare aziendale, quali sono i benefici che molte aziende italiane hanno già messo a disposizione dei loro dipendenti e quali i vantaggi per le stesse aziende.

Welfare aziendale: il benessere individuale è benessere per l’azienda

Scuola, salute, flessibilità. Il welfare aziendale consiste in un insieme di servizi ed iniziative promosse dal datore di lavoro e offerte direttamente al dipendente, con la finalità di migliorare la qualità della sua vita e il suo benessere, rispondendo in maniera puntuale ai bisogni e alle esigenze che possono emergere.

Immagina un dipendente con un’alimentazione mirata e personalizzata che può aiutarlo ad essere più concentrato, leggero ed energico!

I servizi previsti possono variare di azienda in azienda e in base alle condizioni individuali dei dipendenti. Infatti, il primo passo per introdurre una politica di welfare aziendale efficace prevede l’analisi delle effettive necessità dei dipendenti. Solo in seguito vengono individuate le proposte ritenute più utili.

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E i dipendenti sembrano molto interessati a quanto la propria azienda decide di offrire, ed in particolare ai benefits nell’ambito della salute. Molto graditi sono anche gli interventi a sostegno della genitorialità come asili nido o bonus baby sitter.

Perché il welfare aziendale è utile all’azienda?

Grazie ad una politica di welfare aziendale, la vita lavorativa migliora in maniera tangibile e significativa. Da un lato, cresce il benessere individuale del dipendente, e questo genera, a sua volta, effetti positivi sull’assetto organizzativo dell’impresa. Detto in altri termini, il lavoratore sollevato di alcune preoccupazioni ed incombenze fuori dall’ambito lavorativo sarà più sereno e motivato sul posto di lavoro.

Sebbene in ritardo rispetto ad altri paesi europei, anche in Italia è riconosciuta oggi l’importanza del welfare aziendale e la necessità di fornire questi servizi ai lavoratori. Nella stessa direzione, infatti, preme anche la Legge di stabilità per il 2017 che prevede agevolazioni fiscali per le componenti delle retribuzioni legate ad incrementi di produttività, le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa e l’erogazione di benefits da parte delle aziende in senso ampio.

Questo elemento sottolinea la rilevanza che riveste e rivestirà ancor di più in futuro un approccio al rapporto tra datore di lavoro e dipendente che tenga in considerazione anche la dimensione personale di ciascuno, senza che aspetti come il benessere fisico o la famiglia vengano mai sottovalutati.

I vantaggi per il dipendente

Alcuni servizi sono già previsti in molte aziende, ma i lavoratori non lo sanno perché spesso manca la consapevolezza dei benefits a cui si ha diritto per contratto. Il risultato è che talvolta non vengono sfruttati alcuni servizi di cui già potremmo beneficiare. Vediamo, allora, quali sono i principali vantaggi per il dipendente di un’azienda che ha attuato una politica di welfare.

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Welfare aziendale per la famiglia: Maternità e lavoro

Le soluzioni del welfare aziendale spesso coinvolgono la famiglia. In particolare, sono molti i servizi dedicati a neo-mamme e neo-papà. Secondo quanto rilevato dall’ISTAT, il 30% delle donne lascia il lavoro dopo una gravidanza. Conciliare maternità e lavoro, come abbiamo già osservato in un altro approfondimento, è una sfida che una donna non deve essere costretta ad affrontare da sola: se il Governo, dal canto suo, ha stanziato fondi per baby sitter e asili nido, anche la propria azienda può fare la differenza.

Le soluzioni finora scelte dalle aziende sono varie: in alcuni casi c’è la possibilità di iscrivere i figli all’asilo nido aziendale, in altri vengono previsti dei bonus economici per ogni bambino nato. Una strategia alternativa, poi, è quella che prevede una maggior flessibilità dell’orario di lavoro e la concessione del part time fino al compimento del secondo anno di età del bambino. Infine, alcune aziende hanno sperimentato il telelavoro come strategia per rendere più graduale il rientro in ufficio quando a casa c’è un neonato.

I servizi di welfare aziendale family-friendly continuano anche quando i figli crescono. Molte aziende, infatti, propongono incentivi per l’assunzione di baby sitter, organizzano vacanze studio per i figli dei dipendenti oppure pagano parte dei testi scolastici.

I servizi per la salute

In cima alle preoccupazioni dei dipendenti, e non solo, c’è sempre la salute. In questo campo, il welfare aziendale può fare molto, soprattutto nell’ambito della prevenzione, della sanità integrativa e del sostegno previdenziale.

Il costo degli esami medici, infatti, spesso, tende a scoraggiare esami e controlli indispensabili per mettere in atto una corretta prevenzione medica. Un problema a cui molte aziende già pongono rimedio stipulando per i propri dipendenti polizze assicurative di base che, generalmente, coprono le visite di routine. In alcuni casi, c’è anche la possibilità di accedere gratuitamente a servizi come l’igiene dentale oppure l’assistenza sanitaria in caso di infortunio. Spesso esiste la possibilità di richiedere prestazioni scontate se ci si rivolge ad alcune strutture convenzionate con l’azienda.

Nel contesto rientra prepotentemente anche la tecnologia indossabile, ottimo strumento per preservare i lavoratori dai dolori, dalle infiammazioni e prevenire stati reumatici futuri: basti pensare alle posture non proprio salutari assunte costantemente da chi lavora in ufficio come da chi lavora in cantiere!

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Il welfare aziendale sembra quindi rappresentare un interessante caso di strategia win-win che porta vantaggi sia al datore di lavoro che ai dipendenti, e una efficace evoluzione del semplice premio di produttività in denaro. Se da un lato, infatti, il lavoratore riceve un servizio utile a condizioni vantaggiose anche dal punto di vista della tassazione, dall’altro l’azienda può sfruttare le agevolazioni fiscali promosse dallo stato. Usufruire di questi benefits, inoltre, non avrà alcun impatto economico sulla futura pensione del lavoratore.

E voi siete a conoscenza della presenza o meno di servizi di welfare aziendale sul vostro posto di lavoro?

Aloe vera

Ciao!!!

In questo articolo ti parlerò dell’Aloe vera, una tra le piante più straordinarie che esistono!

L’Aloe vera (Aloe barbadensis Miller) è solo una tra le numerose specie di aloe esistenti ed è quella più diffusa ed utilizzata per uso esterno ed in interno grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e nutrizionali, oggi confermate anche da numerose ricerche scientifiche.

Avrai spesso sentito parlare sia del gel (per uso esterno) che del succo (per uso interno), estratti  dalle foglie di questa pianta che puoi coltivare anche a casa tua!

ATTENZIONE ALL’ALOINA!!!

Aloe Vera, benefici

Il gel e il succo d’Aloe sono davvero molto versatili e possono essere utilizzati al bisogno in tante situazioni.

I principali benefici dell’Aloe Vera riguardano:

  • Apparato gastro-intestinale
  • Sistema immunitario
  • Azione antibatterica
  • Azione antivirale
  • Azione antiossidante
  • Azione disintossicante

Apparato gastro-intestinale

In un interessante studio del 2004 condotto nel Regno Unito, i ricercatori hanno dato ad un gruppo di persone affette da colite ulcerosa, un tipo di malattia infiammatoria intestinale, succo di aloe vera da bere due volte al giorno. Dopo sole quattro settimane si è riscontrato un miglioramento della patologia nei partecipanti che avevano assunto Aloe rispetto al gruppo di controllo che invece aveva assunto della semplice acqua.

Grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, dovute principalmente ai mucopolisaccaridi contenuti nella pianta, l’Aloe è utilizzata anche per problemi molto comuni come colite, gastrite e altri tipi di infiammazioni ma, come specificato prima, deve essere rigorosamente senza Aloina, per non riscontrare al contrario un peggioramento dei sintomi.

Sistema immunitario

È stato dimostrato poi che l’Acemannano ha proprietà immunostimolanti, aiuta infatti la produzione di interferone e stimola l’attività dei microfagi. In questo modo il corpo è ben difeso dall’attacco di virus e batteri. Ecco allora che uno dei motivi principali per cui si assume succo di Aloe vera è proprio quello di stimolare le naturali difese dell’organismo nei periodi in cui è maggiormente provato, dunque in autunno, in inverno o nella fase di passaggio da una stagione all’altra.

Antibatterica e antivirale

Alcune ricerche hanno dimostrato che estratti di Aloe sono in grado di agire contro alcuni tipi di batteri, virus o funghi tra cui l’Escherichia coli e la Candida albicans. L’assunzione del succo, dunque, può essere d’aiuto nei casi in cui ci siano infezioni di questo genere non solo sostenendo il sistema immunitario ma anche agendo attivamente, probabilmente però a questo scopo esistono dei rimedi naturali più specifici come può essere ad esempio il tea tree oil.

Antiossidante e disintossicante

L’Aloe vera contiene anche una miniera di sali minerali e vitamine oltre che di altre sostanze utili al benessere del nostro organismo. La ricchezza di questa sinergia di componenti rende questa pianta ottima anche per le sue proprietà disintossicanti e antiossidanti, in grado dunque di combattere i radicali liberi che contribuiscono all’invecchiamento delle cellule del nostro corpo. Ecco perché assumendo succo di Aloe spesso si notano miglioramenti a livello della pelle, dei capelli e delle unghie.

L’elenco non è certamente esaustivo, le tante sostanze diverse e ben miscelate tra loro che compongono questa pianta la rendono un tesoro ancora tutto da scoprire. Recentemente tra l’altro, la ricerca scientifica si sta concentrando in particolare sulle sua potenzialità antitumorali, ma in questo caso ad essere più efficace sembrerebbe essere la variante Aloe Arborescens.

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Succo di Aloe Vera, benefici

Aloe vera e salute. Fa davvero così bene berne il succo? Assumere il succo estratto di aloe vera è spesso consigliato per affrontare diversi disturbi ma anche semplicemente per rafforzare il sistema immunitario nei periodi in cui ce n’è più bisogno, disintossicarsi o migliorare le funzioni digestive.

Riassumiamo quali sono i principali benefici del succo di Aloe Vera:

  • Depura l’organismo
  • Protegge il cuore
  • Protegge la pelle
  • Fa bene alle gengive e alla bocca
  • Salvaguarda la salute dentale
  • Riduce l’infiammazione
  • Regola gli zuccheri nel sangue

 

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Aloe Vera, cosa accade al corpo

Cosa accade al corpo se assumiamo un bicchierino di succo di Aloe Vera al giorno?

La dose generalmente consigliata di aloe vera da bere, come riportato sulle confezioni, è di 20 ml (un misurino) per 2/3 volte al giorno che corrisponde ad un bicchierino circa. Aumentare troppo invece, se non in casi particolari e sotto consiglio di un esperto, può dare non pochi problemi primo tra tutti un senso di nausea e acidità.

Ecco cosa accade al corpo assumendo un bicchierino di succo di Aloe Vera al giorno. Il succo di Aloe Vera:

  • Migliora la digestione
  • Rafforza il sistema immunitario
  • Ha un’azione anti-age
  • Ha un’azione ipoglicemizzazione
  • Cura la pelle
  • Protegge l’intestino
  • È antinfiammatorio
  • Aiuta la guarigione di ustioni e ferite

Controindicazioni e effetti collaterali

Come tutte le piante, anche l’Aloe non è esente da possibili effetti collaterali riscontrabili il più delle volte in particolare nel tratto gastrointestinale con crampi e diarrea. In questo caso è bene ascoltare il proprio corpo ed interrompere subito il trattamento. Se si assumono farmaci poi è sempre meglio informare il proprio medico per scongiurare l’opportunità che, le due assunzioni, possano in qualche modo interferire tra di loro.

Molto importante nel caso si assuma il succo d’Aloe è rispettare i dosaggi riportati sulle confezioni e non pensare, solo perché si tratta di un rimedio naturale, di poterlo utilizzare sempre. Come ogni cosa che si assume a scopo terapeutico o preventivo è sempre bene seguire un ciclo che può essere da un mese a tre mesi e poi interrompere.

Il gel invece non ha dimostrato effetti collaterali e può essere utilizzato da tutti, ottimo anche per i bambini. Si riscontrano problemi, ovviamente, solo in caso si soffra di allergia alla pianta, cosa comunque generalmente rara.

Fonte GREENME.com

Mal di gambe? Non sottovalutarlo!

È un problema che riguarda tutti: chi non ha mai avuto dolore ai piedi dopo una giornata in piedi, dopo una lunga passeggiata o dopo una corsetta?

Certi dolori sono fisiologici, ma in alcuni casi è bene non essere indifferenti ad essi.

In alcuni casi degenerano e si possono riscontrare casi patologici.

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È proprio questo il punto: inizialmente sembra semplice stanchezza, ma può diventare qualcosa di più strutturato e patologico, con l’insorgere di capillari, insufficienza venosa, cellulite o linfedemi!

Il consiglio che mi sento di darti è di ascoltare il tuo corpo, perché ti sta continuamente mandando segnali!

Come detto le cause dei dolori agli arti inferiori sono molteplici, ma se vogliamo stringere possiamo creare 2 classificazioni: dolori derivanti da attività fisiche e sportive (doms) o dolori da deficit fisiologico che sfociano in insufficienza venosa!

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Nel primo caso sono determinati dalle scorie generate nel sistema connettivo durante l’attività: tali scorie sono la causa dei dolori, delle infiammazioni e a lungo andare degli infortuni.

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Nel secondo caso il discorso è un po’ più complesso: passando tanto tempo in piedi senza muoversi troppo, il ritorno sanguigno verso il cuore è ostacolato a causa della forza di gravità e dell’inattività muscolare (vedi articolo precedente): ecco perché possono insorgere problemi più strutturati.

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La soluzione?

Impiega BabyWellBh e alzati da quel divano!

Fare del movimento è basilare affinché le funzioni fisiologiche del corpo umano siano efficienti e garantiscano un buon livello di benessere!

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Con le microcorrenti generate da Baby puoi inoltre stimolare la lisi ed il microcircolo con effetti più rapidi ed importanti eliminando da SUBITO ogni dolore alle gambe e prevenire l’insorgenza dei DOMS!

Via il grasso viscerale!!!

Forse ti sarà già capitato di sentire parlare di grasso viscerale: ma hai realmente capito di cosa si tratta?

Parlando in modo semplice, possiamo definire viscerale quel grasso che si forma attorno e all’interno degli organi. Si accumula nella cavità addominale e circonda organi vitali nell’area del torso (addome).

Le ricerche dimostrano che anche se il peso e il grasso corporeo restano costanti, con l’invecchiamento, la distribuzione di grasso cambia ed è molto più probabile che si trasferisca nell’area del torso, soprattutto dopo la menopausa.

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Detto anche tessuto adiposo viscerale, il grasso viscerale è il tipo di grasso più pericoloso per la salute.

Un livello sano di grasso viscerale può ridurre il rischio d’insorgenza di particolari malattie quali cardiopatie, pressione alta e del diabete di Tipo 2.

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Sebbene dissociato dal grasso viscerale, anche il grasso sottocutaneo addominale è connesso con il grasso viscerale e alle patologie ad esso connesse come l’insulinoresistenza.

L’indice di grasso viscerale può essere rilevato dalla Bilancia impedenziometrica Tanita:

  • Nel caso di un livello sano di grasso viscerale è consigliabile tenere sotto controllo l’indice per essere certi che resti nel range sano.
  • Se si dovesse avere un livello eccessivo di grasso viscerale, si consiglia di adottare cambiamenti nello stile di vita mediante dieta ed aumento dell’attività fisica.

Fonte: dati provenienti dalla Columbia University (New York) e il Tanita Institute (Tokyo)

Nota: Anche se l’indice del grasso corporeo è basso, il livello di grasso viscerale potrebbe comunque essere alto. Per una diagnosi, consultare un medico.

 

Ti alleni nel modo corretto? Te lo dice il metabolismo!

Continua il lavoro di sviluppo in collaborazione con Leopoldo e JVL sull’applicazione delle microcorrenti nello sport, con particolare attenzione nel ciclismo.

Nell’ultimo periodo Leopoldo oltre al monitoraggio dei dati classici (frequenza cardiaca, watt erogati, …) ha inserito anche quello riguardante lo stress metabolico.

Per fare ciò sta impiegando uno strumento innovativo di ultima generazione.

Si tratta di un misuratore di pressione, più precisamente uno sfigmomanometro, e rileva la pressione massima, la pressione minima ed il battito cardiaco.

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La misurazione viene fatta a riposo, ossia al mattino appena svegli, e ci permette di avere una valutazione della condizione organica tramite sensori indossati al polso e collegati ad un app dello smartphone.

Lo sportivo con queste misurazioni può tenere sotto controllo lo stress metabolico e la ricettività organica, potendo così valutare se il carico di allenamento è adatto, è troppo leggero o troppo pesante.

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Un allenamento apporta beneficio solo se è adeguato alla tua condizione.
Un carico eccessivo è dannoso mentre un carico troppo leggero non stimola sufficientemente l’organismo.

Con un monitoraggio di questo tipo conosci sempre la tua condizione organica così, ogni giorno puoi gestire al meglio durata ed orari di allenamento, modulare carichi e recupero per ottenere il massimo risultato dall’allenamento.

Proprio in questa fase di monitoraggio abbiamo avuto importanti riscontri con l’impiego delle microcorrenti e, dopo aver già parlato dell’efficacia di BabySportBh in termini di DOMS e supercompensazione, oggi possiamo dimostrare la sua efficacia sul metabolismo: nel periodo di utilizzo del dispositivo si è riscontrato, infatti, un minor stress metabolico ed una maggiore ricettività organica, che equivale a dire migliori prestazioni e migliore efficienza dell’organismo a carichi importanti.

Un lavoro simile può essere svolto anche monitorando il pH della saliva, ad esempio, prima e dopo l’allenamento con delle semplici cartine tornasole: anche in questo caso è possibile avere riscontri pressoché simili con forte abbassamento di pH (acidosi) in caso di forte stress metabolico!

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Da non sottovalutare il fatto che lo stress metabolico, detto anche stress ossidativo, causa un più veloce invecchiamento cellulare:

hai mai sentito parlare di radicali liberi?!

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I segreti della RESPIRAZIONE!

Ciao! Oggi ti presento questo articolo in cui parleremo di respirazione!

Forse non lo sai ma ci sono dei segreti dietro la respirazione!

In questo articolo te li svelerò.. Almeno in parte!

Sei pronto? Mettiti comodo!!

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Respirare in totalità significa vivere  in pienezza!

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“Dio creò il respiro perché servisse da sottile legame fra il corpo e l’anima.” Yogananda

Dall’aria non assorbiamo soltanto ossigeno, ma qualcosa di più profondo e intangibile: un’energia sottile, con la quale ci carichiamo a ogni respiro. È l’energia che permette l’esistenza di ogni singola forma di vita, e che sostiene i processi vitali all’interno del nostro organismo: hai mai notato che dopo una bella passeggiata all’aperto ci si sente molto meglio?

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Ogni singola cellula del nostro corpo è pervasa da questa grande energia, impossibile da osservare o da descrivere con formule chimiche.

Il respiro generalmente è considerato come un atto naturale e spontaneo del corpo, che non ha bisogno di essere controllato. Essendo però immersi in una società in cui lo stile di vita più comune è spesso dominato da stress, paure, pressioni e ansie, abbiamo come conseguenza la formazione di cattive abitudini nella respirazione.

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La maggior parte delle persone, infatti, esegue respiri brevi, frequenti e superficiali, usando solo la porzione superiore del torace, inspirando una minima quantità di aria e quindi di ossigeno ed espirando in modo incompleto.

Le conseguenze più frequenti di questa respirazione scorretta sono contratture e irrigidimenti muscolari, dolori cervicali e aumento dello stress e malessere generale.
Abbiamo quindi bisogno di re-imparare consciamente a respirare.

Cosa si intende per respirazione corretta?

Si intende una respirazione naturale che, come un’onda, prima riempie la pancia e poi il torace, con regolarità.

È la respirazione dei bambini appena nati.

Hai mai sentito parlare di diaframma?

Il diaframma è un muscolo importantissimo che permette di respirare in maniera corretta ma anche di favorire la digestione!

Ecco che la respirazione corretta è la respirazione diaframmatica, quella di pancia!

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È alla base della cultura orientale (hai mai sentito parlare di respirazione pramaiana?) ed è caratterizzata da un ampio svuotamento dei polmoni con conseguente minor quantità di ossigeno ristagnante e maggior ossigenazione dell’organismo: miglior circolazione sanguigna, miglior salute!
Un’ampia respirazione è inoltre fondamentale per risolvere problemi digestivi, grazie alla miglior miscelazione degli alimenti (vedi articolo precedente).

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Essere consapevoli del proprio modo di respirare, renderlo più regolare e più “addominale”, è dunque un mezzo fondamentale per rendere il corpo efficiente e sano, non solo da un punto di vista fisico: la migliore circolazione del sangue e la corretta ossigenazione porteranno ad avere una mente più calma, capace di fronteggiare gli stress, e un’emotività equilibrata e stabile.

Per abituarsi a respirare bene, è innanzitutto fondamentale diventare consapevoli del proprio respiro, in modo che sia in armonia con il nostro modo di essere. Respirare infatti è l’unico atto automatico che possiamo controllare, ed esercitando la respirazione siamo in grado di entrare in contatto con il funzionamento automatico del corpo.

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La respirazione è quindi una via efficace e rapida per la corretta gestione dell’equilibrio psicofisico nel quotidiano, fondamentale per realizzare uno stile di vita sano insieme all’alimentazione e al movimento, per mantenersi in forma e allontanare le malattie.

Sii presente ad ogni respiro. Non lasciare che la tua attenzione vaghi per la durata di un solo respiro. Ricorda te stesso sempre ed in ogni luogo. Gujduvani