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CONOSCI I QUADRANTI DEL CASHFLOW?

Studia. Trova un lavoro sicuro. Lavora per 50 anni. Vai in pensione.

Questo è quello che è stato sempre insegnato ai nostri genitori, e che loro hanno tramandato a noi. Andare bene a scuola per trovare un lavoro stabile che ci dia un buono stipendio ogni mese, per vivere in serenità e senza rischi e poi godersi la vecchiaia.

Ma questo modello di vita è ancora valido nel 2017?

Purtroppo no. Con la crisi del mercato finanziario è andato in crisi anche il mercato del lavoro. La percentuale di laureati è aumentata, e questo è ottimo, ma allo stesso tempo la domanda di chi cerca lavoro è nettamente superiore alla reale offerta di lavoro, così che spesso molti rimangono disoccupati, e chi trova lavoro accetta anche uno stipendio molto basso pur di tenerselo.

Il modello sopra descritto è quello del DIPENDENTE, che lavora e viene pagato per le ore lavorate. Ha la sicurezza di uno stipendio fisso e non ha i rischi di un’impresa propria, ma deve sottostare ad uno o più capi.

Ma ci sono altri modi per guadagnare: si può infatti decidere di non avere un “capo” e di mettersi in proprio, da LAVORATORE AUTONOMO. In questa classe rientrano tutti i professionisti – come i medici, gli avvocati, gli architetti, gli idraulici, gli artisti, gli artigiani, etc. – che mettono a disposizione le proprie competenze specialistiche a fronte di una remunerazione. Qui rientrano anche i proprietari di piccole aziende, che le gestiscono di persona recandosi a lavoro ogni giorno. I guadagni possono essere alti o bassi, ma tali sono anche i rischi di apertura e gestione di una propria azienda. Non si hanno capi, ma non si riceve uno stipendio fisso ogni mese, e si guadagna solo se si porta avanti personalmente l’attività.

Questi due modelli rappresentano circa l’80% delle persone e sono facilmente accessibili a tutti. Ma attenzione: la ricchezza che producono, e di cui godono, equivale al solo 20% circa della ricchezza mondiale.

Ti stupisce?

Pensate alle persone ricche, a quelle veramente ricche: quelle cioè che godono di libertà finanziaria. La libertà di ottenere guadagni passivamente senza bisogno di lavorare. E non sto parlando solo di ricchi ereditieri che vivono scialaquando il proprio patrimonio; parlo di persone che hanno creato ASSETS, ovvero beni che generano ricchezza da soli e mi riferisco a due figure in particolare: quella del TITOLARE D’IMPRESA e quella dell’INVESTITORE.

Ecco: sono queste due figure che detengono l’80% circa della ricchezza mondiale, ma rappresentano solo il 20% degli individui.

A differenza del dipendente e del lavoratore autonomo, il titolare d’impresa e l’investitore non hanno bisogno di essere fisicamente presenti o di lavorare tutti i giorni perché la loro azienda produca fatturato. Il primo è il proprietario di società molto grandi con un alto numero di dipendenti e dirigenti che le portano avanti senza bisogno della sua presenza, e il secondo lascia che sia il denaro a lavorare per lui producendo altro denaro.

Entrambi godono della libertà finanziaria, e i guadagni prodotti dalle loro aziende o dal denaro investito sono davvero altissimi, dal momento che non dipendono dal lavoro fisico di una persona sola. Ma queste due categorie sono chiaramente inaccessibili ai più, per gli elevati capitali iniziali richiesti. Per questo la maggior parte della ricchezza mondiale è in mano a poche persone.

I dipendenti, i lavoratori autonomi, i titolari d’impresa e gli investitori formano le quattro categorie del cash flow, rappresentate in quattro quadranti con le prime due a sinistra e le seconde due a destra.

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Ai quadranti del cash-flow l’imprenditore e autore acclamato Robert Kiyosaki ha dedicato un intero libro, che consiglio vivamente a chi volesse approfondire l’argomento.

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È inevitabile che quando si parla di questo argomento capiti di sentirsi sminuiti e rassegnati, ma non deve essere così, perché qualora sentissi dentro di te una fiammella ardere intensamente con la convinzione che anche tu possa entrare a far parte della colonna di destra, devi solo trovare il modo di farlo!

E a questo punto non posso che consigliarti il Network Marketing!

Innanzitutto, il Networker (colui che fa network marketing) non necessita di investimenti iniziali né di competenze specifiche, quindi è decisamente accessibile a tutti e si posiziona dunque nella colonna di sinistra.

Il Networker è “capo di se stesso” ed avvia la propria piccola impresa, quindi inizialmente si posiziona come Lavoratore Autonomo. L’attività ha bisogno all’inizio della sua presenza e del suo lavoro per poter crescere, ma si può svolgere agevolmente sia a tempo pieno sia solo nel tempo libero.

Ma il NM offre un’opportunità in più: è uno dei rari settori in cui dai quadranti di sinistra si può passare ai tanto agognati quadranti di destra. Ed è l’unico che permette di farlo senza bisogno di alti investimenti iniziali.

Costruendo infatti la propria rete di consumatori-imprenditori, cioè di altri Networker che a loro volta creeranno le proprie reti, è possibile sviluppare un sistema distributivo capillare e solido che può crescere al punto di andare avanti autonomamente, senza bisogno della presenza e del lavoro del Networker stesso.

Arrivati a questo punto i guadagni saranno molto alti, senza contare gli incentivi e la tassazione agevolata; il Networker di successo godrà quindi di grandi risultati economici senza bisogno di lavorare tutti i giorni, e invece di uno stipendio o compenso otterrà una vera e propria rendita. In altre parole, la libertà finanziaria. E a quel punto sarà in grado di decidere se diventare anche un investitore per far fruttare con altro denaro la ricchezza ottenuta dalla sua rete di distribuzione.

Questo è uno dei motivi che mi ha spinto ad intraprendere questa attività affascinante.

Non tutti riescono a passare dai quadranti del lato sinistro a quelli del lato destro, ma certamente il NM offre a tutti la stessa opportunità a costo quasi zero. Sta ad ognuno di noi coglierla o meno.

E non è un caso che Robert Kiyosaki, che è divenuto milionario attraverso il mercato immobiliare e non ha mai fatto NM, considera quest’ultimo come il Business del 21° secolo: è l’unica attività accessibile a tutti che può portare alla libertà finanziaria, ed è inoltre basato sulla cooperazione e sulla condivisione, che sono alla base dello sviluppo della società contemporanea post-digitale.

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E voi, in quale quadrante vi trovate? In quale vi vedete tra 5, 10, 30 anni? Rispondetemi nei commenti se vi fa piacere e fatemi sapere che ne pensate.

Ispirato da Luigi Baccaro

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5 consigli per un allenamento efficace!

Ciao!!!

Oggi parliamo di allenamento!!

Anche tu vai in palestra? Ti alleni all’aperto? O pratichi sport?

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Come stai dopo l’allenamento? E i giorni dopo, il tuo fisico recupera bene ed in tempi brevi?

I consigli che troverai tra poco vanno bene in ogni situazione, e soprattutto collaudati in prima persona!

Sei pronto/a? Cominciamo!!

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Il corpo umano è una macchina perfetta, quindi come tutte le macchine ha bisogno di carburante: il primo consiglio è quello di nutrirti bene e soprattutto idratarti tantissimo prima degli allenamenti! I muscoli sono tessuti idratati, che necessitano di nutrienti specifici e di facile digestione: quindi alimenti leggeri, con pochi di grassi e proteine, via libera invece (ma senza esagerare) ai carboidrati!

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Fare movimenti correttamente è importantissimo per evitare infortuni inutili: non improvvisare e fatti seguire da un professionista!

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Idratati durante l’allenamento: i muscoli sono tessuti idratati e per mantenere la loro funzionalità ed eliminare facilmente le scorie generate durante l’allenamento è importante bere! Può essere utile integrare con sali minerali e carboidrati per avere più energia durante l’allenamento.

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Nutri i tuoi muscoli nel post allenamento! Lo sai che i muscoli nella mezzora successiva all’allenamento è li che non aspetta altro dio essere nutrito? Organizzati e portati qualcosa da mangiare (chiedi consiglio al tuo nutrizionista) o integratori specifici affinché l’allenamento sia veramente efficace! L’allenamento senza una giusta nutrizione non serve a nulla! In percentuale l’allenamento influisce in uno stato di forma fisica per il 20%, la nutrizione per l’80%!

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La tecnologia ti aiuta: esistono strumenti indossabili durante l’allenamento che possono incrementare le tue capacità fisiologiche per aumentare le tue performance, per eliminare i dolori, per tonificare i muscoli, per lavorare sulla cellulite e tanto altro. Io utilizzo BabySportBh, strumento indossabile che mi sta aiutando molto ad accelerare i tempi nel raggiungimento dei risultati e ad eliminare prima che arrivino tutti quei dolori post allenamento (doms).

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Detto questo, ci tengo a sottolineare che è importante mangiare sano ed equilibrato, essere costanti, porsi degli obiettivi e andare avanti come un treno fino a quando non si saranno raggiunti!

Un saluto e buon allenamento!

 

 

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L’economia che fa la forza: uniti si vince!

Ciao e ben trovato!

Questo articolo tratta un tema che mi sta sempre più a cuore: l’economia locale!

È noto come negli ultimi anni l’economia locale con le sue piccole e medie imprese abbia subito un duro colpo.
Dinnanzi alla crisi abbiamo tutti cominciato a spendere meno, ed a farne le spese sono stati i piccoli negozi e tutte quelle attività piccole e medie.

Tante attività non ci sono più, altre stanno arrancando, ma l’inventiva dell’imprenditore italiano è forte!!

Oggi si sente sempre più parlare di circuiti, di gruppi di acquisto, di moneta complementare..

L’unione fa la forza!

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Sta venendo sempre più alla ribalta l’importanza di far circolare il denaro e mantenerlo sul territorio per dare una boccata di ossigeno alle attività sotto casa: sai benissimo che facendo spesa nei grossi centri commerciali, dei soldi che spendi, solo il 20% rimane sul territorio..

E il resto dove finisce?

Ecco che stanno nascendo realtà importanti per tamponare questo problema: mi vengono in mente circuiti o gruppi d’acquisto come Noi Si, Un Mondo Biologico o Marchex, ma ne potrei nominare tanti altri!

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Noi si è un circuito che si sta formando, con attività locali,  rispettose di certi valori morali e soprattutto certificate, ma di questo parlerò in un altro articolo, perché non bastano 10 righe per farti capire la grandezza del progetto!

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Un Mondo Biologico è un iniziativa portata avanti da un amico e da sua moglie, che aiuta le aziende del territorio a farsi conoscere e gli utenti a trovarle: ti invito a leggere questo articolo!

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Parlando di Marchex, occorre introdurre subito il concetto di moneta complementare ossia una moneta parallela o alternativa all’euro!

Tale moneta è riconosciuta da un certo numero di attività ed è spendibile come l’euro: l’unica particolarità è che puoi solo spenderla!
Cosa succede se tutti ricominciano a spendere soldi (anziché bloccarli nei circuito bancari, finanziari, assicurativi…)?

Direi che c’è buona probabilità che l’economia ricominci a girare!!

Marchex introduce questo concetto tra le aziende (B2B) che possono così scambiare prodotti o servizi senza versare Euro ma gestendo una sorta di fido, quindi andando sotto sul conto on line che gestisce le operazioni, ed avviare un meccanismo di scambi: ad oggi ha permesso un giro di affari di 11.000.000€!!! pardon di Crediti Marchex (1 credito Marchex = 1 €).

Ovviamente se vuoi saperne di più contatta il sito, ma ti invito ad essere propositivo con questi sistemi, perché sono strumenti importanti per la ripresa dell’economia e del benessere monetario di noi tutti!!!

Un saluto e buon proseguimento!!

PS Cosa ne pensi? Lascia un commento!

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Se ce l’hai, sei una persona molto fortunata!!

Ciao, oggi voglio condividere con te e tutti quelli che leggeranno questo articolo i pensieri e le emozioni che sono scaturite a seguito di un week end “romano”.

Ho conosciuto tante persone e tra queste, qualcuna ha lasciato il segno.

Mi viene subito voglia di raccontarti la storia di Maurizio C., ex nuotatore pluri campione italiano ed europeo, una persona abituata a vivere la vita obiettivo, dopo obiettivo. Si ritrova a fine carriera con 22 titoli italiani ed un lavoro da apri-cancelli per la polizia di stato. Cambiamento di vita massacrante per chi era abituato a mettersi continuamente in gioco!

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Infatti non resiste a lungo. Nel frattempo si muove per trovare qualcosa che fa per lui e lo trova. Dopo un paio d’anni da le dimissioni dalla polizia.

La maggior parte delle persone gli da contro. Abbandona un posto fisso e sicuro per cosa?

Oggi è imprenditore e guadagna in un mese quello che un operaio medio guadagna in 8/9 mesi.

Ancor più incredibile la storia di Manila Flamini, campionessa del mondo di nuoto sincronizzato: ha un sogno, un obiettivo forte, e ciò la porta a vincere contro ogni pronostico e soprattutto contro quello che pensavano quasi tutte le persone che ha intorno: non ce la farai, al massimo riconfermerai la terza piazza! E proprio tra mille difficoltà riesce a vincere!

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Cosa accomuna queste persone di successo?

Hanno obiettivi!

In questa esperienza romana ho sognato ad occhi aperti, mi sono emozionato.. e mi è piaciuto!

Ho capito quanto sia importante avere obiettivi nella vita e quanto sia difficile trovarne.

Un obiettivo deve emozionarti, ma deve essere realizzabile, quantificabile e gratificante.
Voler andare sulla luna probabilmente non è un obiettivo realizzabile, ma perdere 5Kg, portare tuo figlio a Gardaland, fare una vacanza, la macchina nuova.. Questi sono realizzabili!

Una volta che hai definito un obiettivo, devi capire se è un obiettivo vero: chiudi gli occhi, immagina di averlo raggiunto.. Ti emoziona veramente? Se si, allora è un obiettivo vero!

Oggi non siamo più in grado di sognare e tanto meno di porci obiettivi.

Siamo vittime di uno stato mentale passivo, che ci rende vittime della nostra vita e solo pochi stanno realmente vivendo una vita all’altezza dei sogni che hanno e sanno emozionarsi!!

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Se posso darti un consiglio poniti un obiettivo e raggiungilo e dopo ponitene un altro, e un altro, ed un altro ancora!!! E studia una strategia per raggiungili tutti! E gratificati!!

Tu vali tanto, e puoi fare tanto per te e per i tuoi cari!!

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Se hai un’azienda con dei dipendenti devi saperlo!

Ciao e benvenuto nel mio blog!

Sono appena rientrato da un incontro con alcuni imprenditori in cui si è parlato dell’importanza dei dipendenti e del loro benessere.

Si, perché i dipendenti sono l’oro di ogni azienda ed un buon imprenditore ha il dovere di prendersi cura di loro!

Il lavoro nella vita di molti di noi, occupa un tempo considerevole delle nostre giornate e, dunque, della nostra vita. Ma non basta, perché spesso, oltre a tenerci impegnati negli orari in cui svolgiamo la nostra professione, occupa anche spazi che dovrebbero essere riservati alla vita privata.

Non è forse capitato anche a te di non riuscire a “staccare la spina” quando torni a casa per colpa di pensieri o preoccupazioni?

È vero o no che il lavoro può avere talvolta delle ripercussioni negative sulla qualità della vita e sulla salute di ognuno di noi proprio perché gli dedichiamo troppo tempo?

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A tal riguardo, un problema troppo spesso trascurato dalle aziende è dare importanza al benessere psicofisico dei loro dipendenti!  Ciò a discapito non solo da un punto di vista etico, ma anche nell’ottica di una buona produttività aziendale.

Negli ultimi anni, tuttavia, da parte delle imprese, è cresciuto l’interesse nei confronti della qualità del lavoro e della vita dei lavoratori: un approccio che, nel concreto, si è tradotto in una maggiore flessibilità e nell’offerta di benefici e servizi di vario genere. E se in molti Stati europei questa è già una realtà da molti anni, lentamente lo sta diventando anche nel nostro paese dove, a partire dalla Legge di stabilità 2016, è cresciuta la sensibilità in merito, nonché l’incentivo a sviluppare una politica di welfare aziendale che sostenga il lavoratore e la sua famiglia.

Vediamo dunque cosa intendiamo per welfare aziendale, quali sono i benefici che molte aziende italiane hanno già messo a disposizione dei loro dipendenti e quali i vantaggi per le stesse aziende.

Welfare aziendale: il benessere individuale è benessere per l’azienda

Scuola, salute, flessibilità. Il welfare aziendale consiste in un insieme di servizi ed iniziative promosse dal datore di lavoro e offerte direttamente al dipendente, con la finalità di migliorare la qualità della sua vita e il suo benessere, rispondendo in maniera puntuale ai bisogni e alle esigenze che possono emergere.

Immagina un dipendente con un’alimentazione mirata e personalizzata che può aiutarlo ad essere più concentrato, leggero ed energico!

I servizi previsti possono variare di azienda in azienda e in base alle condizioni individuali dei dipendenti. Infatti, il primo passo per introdurre una politica di welfare aziendale efficace prevede l’analisi delle effettive necessità dei dipendenti. Solo in seguito vengono individuate le proposte ritenute più utili.

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E i dipendenti sembrano molto interessati a quanto la propria azienda decide di offrire, ed in particolare ai benefits nell’ambito della salute. Molto graditi sono anche gli interventi a sostegno della genitorialità come asili nido o bonus baby sitter.

Perché il welfare aziendale è utile all’azienda?

Grazie ad una politica di welfare aziendale, la vita lavorativa migliora in maniera tangibile e significativa. Da un lato, cresce il benessere individuale del dipendente, e questo genera, a sua volta, effetti positivi sull’assetto organizzativo dell’impresa. Detto in altri termini, il lavoratore sollevato di alcune preoccupazioni ed incombenze fuori dall’ambito lavorativo sarà più sereno e motivato sul posto di lavoro.

Sebbene in ritardo rispetto ad altri paesi europei, anche in Italia è riconosciuta oggi l’importanza del welfare aziendale e la necessità di fornire questi servizi ai lavoratori. Nella stessa direzione, infatti, preme anche la Legge di stabilità per il 2017 che prevede agevolazioni fiscali per le componenti delle retribuzioni legate ad incrementi di produttività, le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa e l’erogazione di benefits da parte delle aziende in senso ampio.

Questo elemento sottolinea la rilevanza che riveste e rivestirà ancor di più in futuro un approccio al rapporto tra datore di lavoro e dipendente che tenga in considerazione anche la dimensione personale di ciascuno, senza che aspetti come il benessere fisico o la famiglia vengano mai sottovalutati.

I vantaggi per il dipendente

Alcuni servizi sono già previsti in molte aziende, ma i lavoratori non lo sanno perché spesso manca la consapevolezza dei benefits a cui si ha diritto per contratto. Il risultato è che talvolta non vengono sfruttati alcuni servizi di cui già potremmo beneficiare. Vediamo, allora, quali sono i principali vantaggi per il dipendente di un’azienda che ha attuato una politica di welfare.

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Welfare aziendale per la famiglia: Maternità e lavoro

Le soluzioni del welfare aziendale spesso coinvolgono la famiglia. In particolare, sono molti i servizi dedicati a neo-mamme e neo-papà. Secondo quanto rilevato dall’ISTAT, il 30% delle donne lascia il lavoro dopo una gravidanza. Conciliare maternità e lavoro, come abbiamo già osservato in un altro approfondimento, è una sfida che una donna non deve essere costretta ad affrontare da sola: se il Governo, dal canto suo, ha stanziato fondi per baby sitter e asili nido, anche la propria azienda può fare la differenza.

Le soluzioni finora scelte dalle aziende sono varie: in alcuni casi c’è la possibilità di iscrivere i figli all’asilo nido aziendale, in altri vengono previsti dei bonus economici per ogni bambino nato. Una strategia alternativa, poi, è quella che prevede una maggior flessibilità dell’orario di lavoro e la concessione del part time fino al compimento del secondo anno di età del bambino. Infine, alcune aziende hanno sperimentato il telelavoro come strategia per rendere più graduale il rientro in ufficio quando a casa c’è un neonato.

I servizi di welfare aziendale family-friendly continuano anche quando i figli crescono. Molte aziende, infatti, propongono incentivi per l’assunzione di baby sitter, organizzano vacanze studio per i figli dei dipendenti oppure pagano parte dei testi scolastici.

I servizi per la salute

In cima alle preoccupazioni dei dipendenti, e non solo, c’è sempre la salute. In questo campo, il welfare aziendale può fare molto, soprattutto nell’ambito della prevenzione, della sanità integrativa e del sostegno previdenziale.

Il costo degli esami medici, infatti, spesso, tende a scoraggiare esami e controlli indispensabili per mettere in atto una corretta prevenzione medica. Un problema a cui molte aziende già pongono rimedio stipulando per i propri dipendenti polizze assicurative di base che, generalmente, coprono le visite di routine. In alcuni casi, c’è anche la possibilità di accedere gratuitamente a servizi come l’igiene dentale oppure l’assistenza sanitaria in caso di infortunio. Spesso esiste la possibilità di richiedere prestazioni scontate se ci si rivolge ad alcune strutture convenzionate con l’azienda.

Nel contesto rientra prepotentemente anche la tecnologia indossabile, ottimo strumento per preservare i lavoratori dai dolori, dalle infiammazioni e prevenire stati reumatici futuri: basti pensare alle posture non proprio salutari assunte costantemente da chi lavora in ufficio come da chi lavora in cantiere!

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Il welfare aziendale sembra quindi rappresentare un interessante caso di strategia win-win che porta vantaggi sia al datore di lavoro che ai dipendenti, e una efficace evoluzione del semplice premio di produttività in denaro. Se da un lato, infatti, il lavoratore riceve un servizio utile a condizioni vantaggiose anche dal punto di vista della tassazione, dall’altro l’azienda può sfruttare le agevolazioni fiscali promosse dallo stato. Usufruire di questi benefits, inoltre, non avrà alcun impatto economico sulla futura pensione del lavoratore.

E voi siete a conoscenza della presenza o meno di servizi di welfare aziendale sul vostro posto di lavoro?

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Sei realmente soddisfatto della tua vita?

Ciao, mi chiamo Simone e ti do’ il benvenuto nel mio blog!

Questo è un articolo in cui ti racconterò la mia esperienza, in cui potresti trovare affinità con la tua situazione!

Rilassati e prenditi 5 minuti per riflettere.. Poi aggiungi un commento!

Come ti ho detto, mi chiamo Simone, classe 79 e come te ho subito la crisi che si è abbattuta nel nostro paese negli anni passati!

Sono una persona molto curiosa e mi piace saperne di più sulle cose che mi circondano, e per questo mi piace informarmi e studiare.

Ma torniamo alla crisi economica..

Ero dipendente da 13 di un’azienda che sembrava solida, con tanti dipendenti.. Poi però le cose sono cambiate in fretta: i clienti investirono sempre meno, il lavoro non era più abbastanza per tutti i dipendenti.

Arrivò la cassa integrazione: si lavorava meno, adattandosi ai lavori disponibili ed era richiesta la massima flessibilità anche in termini di orari!

Dovevi essere disponibile a fare di tutto, nei momenti in cui serve e dove serve ed io non mi sentivo affatto valorizzato.

Sapevo di valere molto di più e di essere sprecato in quella situazione!

Come immaginerai, sono stati momenti difficili ed in me stava nascendo un certo malessere. Lo stress crescente cominciò a sfociare anche sul piano fisico. con problemi di memoria e strane macchie cutanee.

Goccia dopo goccia, il vaso si riempì ed arrivò la goccia che lo fece traboccare.

Fu allora che decisi di prendere in mano la situazione!

Diedi le dimissioni, e dopo un periodo iniziale di assestamento soprattutto emotivo (la situazione mi aveva scosso molto) ebbe inizio la mia nuova vita!

Furono giorni difficili: mi trovavo per la prima volta fuori da quella che molti formatori chiamano zona di confort!!

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I mesi successivi cominciai a formarmi, a studiare e mi avvicinai per la prima volta al network marketing: fu una scuola formativa incredibile, ma ne parlerò in un altro articolo!

Poi la svolta!

Ebbi la fortuna di approcciare con un imprenditore, produttore di elettromedicali: stava lanciando un nuovo concetto di tecnologia indossabile!

Dopo aver provato su di me il dispositivo indossabile (pensa ad una tutina elettrica) verificandone efficacia, decisi di investire tempo ed un po’ di denaro: fu l’inizio di una passione per il benessere e della mia esperienza imprenditoriale che continua tutt’ora!

Un percorso di crescita continua che mi ha permesso di conoscere tanto a livello teorico e pratico, a livello professionale, commerciale, di salute, benessere, nutrizione, fisiologia, di ciò che ci circonda e di come funziona il mondo: da dipendente non ne percepisci nemmeno il 5%!

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Oggi alla mia attività ne ho affiancate altre 2:

  1. la costruzione di un’entrata slegata dal tempo, per garantirmi un futuro luminoso
  2. la partecipazione ad un progetto etico-culturale, di cui si parlerà molto, perché è importante che ognuno dia il suo contributo per avere un mondo migliore!

Nonostante le difficoltà posso affermare con un certo orgoglio di essere felice delle scelte fatte e per aver preso in mano la mia situazione.

Ovviamente non sono tutte rose e fiori, perché quando non hai qualcuno che ti dice cosa fare, devi essere bravo tu a gestirti e a raggiungere gli obiettivi, ma oggi posso gestire meglio il mio tempo ed avere uno stile di vita più in linea con i miei valori.

La crisi in realtà rappresenta la fine di un ciclo (di cui la vita è piena), e ci sono sempre state nell’arco della storia: sono periodi di cambiamento, in cui cambiano le abitudini, si estinguono alcuni lavori e ne nascono altri.

Io ho semplicemente creduto ed investito su di me, incrementando le mie competenze aggiornandole alla richiesta del mercato! Il bello è che quando entri nel vortice non ne esci più: l’appetito vien mangiando e la crescita è continua giorno dopo giorno!!!

E tu.. Come stai vivendo la tua vita?

  • Sei stressato dal tuo lavoro?
  • Hai tempo per te e per la tua famiglia?
  • Arrivi a fine mese senza problemi?

La società di oggi ci chiede sempre di più e se non prendiamo in mano la nostra vita rischiamo di non uscirne vivi!!

Il messaggio che voglio lasciarti è che sei in grado di superare tutte le difficoltà a cui la vita ci mette di fronte!

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Abbi fede e credi in te!

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Passa il favore: ecco cos’è realmente il Network Marketing!

 

Ti è piaciuto il video?

Che emozioni ha suscitato in te?

Come succede nel film molti parlano di Network Marketing come di qualcosa utopistico.

Avrai sentito parlare spesso di sistemi di vendita alternativi e quello del Network Marketing è sicuramente uno di questi: è un sistema di distribuzione geniale!

“Passa il favore”

Proprio questo è il senso!

Immagina quel prodotto che hai a casa, di cui sei fortemente innamorato e di cui parli sempre ai tuoi amici perché ti ha dato dei benefici incredibili e vorresti che anche loro ne avessero. Ecco questo è il Network Marketing!

Quante volte hai fatto pubblicità ad una pizzeria che ti ha trattato bene e che offre una pizza buonissima? Ecco questo è il Network Marketing!

Ma quante volte la pizzeria o l’azienda che crea e distribuisce quel prodotto che ti piace tanto, ti hanno premiato?

Diversamente, l’azienda che sceglie di distribuire (non vendere!) i suoi prodotti in rete, appunto col network marketing, premia chi parla dei suoi prodotti e li condivide.

L’azienda potrà inoltre risparmiare tanti soldi da pubblicità e passaggi commerciali e per investire sulla ricerca, sulla qualità del prodotto e, come detto, sui clienti soddisfatti che ne parlano!

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Questa è un aspetto importante del Network Marketing:

non si parla di vendita di prodotti ma di condivisione!

Piramidale o non piramidale

Questo è un altro tema caldo! Conosci bene la differenza?

Un sistema è piramidale (e quindi illegale ai sensi della legge) quando crea guadagno sull’inserimento di persone, ossia ti fanno investire dei soldi all’inizio senza darti un prodotto vero: fai attenzione e stai alla larga da questi sistemi!

Diversamente, un azienda di Network Marketing non ti fa guadagnare nulla sull’iscrizione dei business partner, ma riesci a percepire qualcosa solo dalla movimentazione di prodotti, quindi dal fatturato!

Se fosse un sistema illegale credi che lo insegnerebbero nelle più prestigiose università d’Italia e del mondo?

Fatto importante è che i prodotti distribuiti con questo sistema sono di altissima qualità!

Ti faccio una domanda..

Se ci fosse un prodotto che ti aiutasse a risolvere un tuo problema, lo useresti?

Pensando alle persone che conosci e a cui vuoi bene, pensi che a loro non farebbe piacere avere la soluzione per alcuni dei loro problemi, o qualcosa che li aiuti a raggiungere i loro obiettivi?

E allora.. Perché non renderli partecipi e condividere con loro un prodotto che ha aiutato te e che può aiutare loro?

Il passaparola ha un potere fantastico! Oggi può aiutarti a creare qualcosa di importante per te e per la tua famiglia, serve solo impegno e lealtà: etica, altruismo e serietà sono i valori che completano il profilo del networker!

Lavoro o Business

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Questa è la domanda da un milione di dollari!

Il Network Marketing ha moltissime sfaccettature e quindi dal modo in cui lo osservi e lo pratichi può cambiare drasticamente.

L’azienda si approccia al Network Marketing perché ha uno o più prodotti da distribuire.

In questo sistema di distribuzione, chi vuole lavorare vende il prodotto, chi vuole fare business lo condivide!

Nel primo caso si dedica tanto tempo al lavoro di vendita.

Se decidi di fare business, farai meno fatica ma non dovrai mollare, se inizialmente non avrai guadagni importanti!

Il segreto sta nel condividere il prodotto con gli altri ed insegnare loro a condividere il prodotto a loro volta: innescherai così il passaparola tra le tue conoscenze.

Proprio per questo tutto deve essere semplice, facile e pratico perché è importante duplicarsi, ossia far fare agli altri quello che fai tu.

Immagina di usare un prodotto di facile utilizzo, pratico e tremendamente efficace: condividilo con alcuni amici che sino a 1, 2, 3, 10 o 20 e sarai ricompensato dall’azienda (ovviamente più condivisioni fai, più trarrai vantaggi).

Lo step successivo è di insegnare alle persone a cui hai condiviso tu a fare la stessa cosa con gli altri.

Una volta mi dissero che il Network Marketing si riassume con tre F!!!

Fai – Fai fare – Fatto

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